E’ troppo comodo attribuire ogni responsabilità a “chi c’era prima”

I lavori erano stati programmati per non compromettere la stagione sportiva: consegna del cantiere il 1° aprile e restituzione dello stadio nei primi giorni di settembre.
L’assessore mostri un solo atto dal quale risulti che avremmo concordato di iniziare alla fine di maggio. Mi opposi fermamente a ogni rinvio e sollecitai gli uffici a concordare con l’autorità competente modalità di installazione del cantiere compatibili con l’utilizzo dello stadio. Il cantiere fu montato e il RUP, oggi sollecitato pubblicamente, è uno dei migliori funzionari tecnici dell’Ente.
Se il ritardo concordato fosse stato davvero di soli trenta giorni, come sostiene l’assessore, il 30 settembre lo stadio dovrebbe essere pronto. Attendiamo fiduciosi.
Se hanno riscontrato gestioni arbitrarie, denuncino i fatti alle autorità competenti, mostrino gli atti e informino la città. Le accuse allusive servono soltanto a nascondere la difficoltà nel gestire persino l’ordinario.
Dalla toponomastica a Pasquasia, dallo stadio al centro storico abbandonato: una figuraccia dopo l’altra. E il cinema all’aperto finanziato con il bilancio partecipato? Lo faranno a dicembre? E il muro di contrada Ferrante, dato per fatto durante la campagna elettorale, che fine ha fatto? Anche questo è colpa di “chi c’era prima”?
Per non parlare della nuova guida di EcoEnna Servizi, affidata — per quanto risulta — a chi sarebbe passato dal libro paga della Dunarea a quello di una società pubblica senza alcuna procedura di selezione pubblica. È tutto legittimo? Con quali atti, criteri e modalità è stata effettuata questa scelta? La città ha diritto a risposte chiare e documentate.
Le promesse erano tutte al presente; le responsabilità appartengono sempre al passato.
Auguro loro una pronta guarigione dall’ossessione per il passato: un passato che, dopo i loro primi cento giorni, appare ancora più glorioso al confronto con il presente.
Rosalinda Campanile, ex assessore allo sport



