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Stadio Gaeta, Trovato interviene sui ritardi: “Lavori partiti a maggio per consentire all’Enna di finire il campionato”

L’assessore allo Sport interviene dopo le polemiche delle ultime ore: materiali attesi entro fine settembre e possibile conclusione dei lavori entro ottobre. “Il disagio è reale, ma era prevedibile. Il Comune non può sostenere economicamente una società privata”

Dopo una giornata segnata dalle dichiarazioni della vecchia e della nuova dirigenza dell’Enna Calcio, arriva anche l’intervento dell’assessore comunale allo Sport Giuseppe Trovato, che prova a fare chiarezza soprattutto sulla situazione dello stadio “Generale Gaeta” e sui tempi dei lavori.

Trovato sceglie innanzitutto di tenere fuori dalla propria ricostruzione le vicende legate al passaggio societario e alla situazione economico-finanziaria del club, ma entra nel merito della questione impiantistica.

Secondo quanto riferisce l’assessore, i lavori al Gaeta, finanziati dalla Regione Siciliana e appaltati dalla precedente Amministrazione, sarebbero iniziati materialmente nel mese di maggio, nonostante il procedimento fosse già stato avviato in precedenza.

La ragione dello slittamento, spiega Trovato, sarebbe stata una scelta concordata tra la precedente società e la precedente Amministrazione comunale per consentire all’Enna Calcio di concludere il campionato disputando le proprie gare casalinghe al Gaeta.

Una decisione che l’attuale Amministrazione giudica «ragionevole», ma che, secondo l’assessore, avrebbe prodotto inevitabilmente uno spostamento in avanti dei tempi di conclusione dell’intervento.

A complicare ulteriormente il cronoprogramma sarebbero poi intervenute le chiusure estive delle aziende fornitrici dei materiali necessari, in particolare quelli relativi alla recinzione e alle torri faro.

La previsione fornita oggi dal Comune è che i materiali possano arrivare all’impresa affidataria entro la fine di settembre. Se questa tempistica sarà rispettata, sostiene Trovato, i lavori potrebbero essere ultimati ragionevolmente entro la fine di ottobre.

L’assessore assicura che l’Amministrazione sta seguendo la vicenda e rivolge pubblicamente un appello al responsabile unico del procedimento, ingegnere Amaradio, al direttore dei lavori, ingegnere Lo Giudice, e all’impresa affidataria affinché, ciascuno per le proprie competenze, accelerino il più possibile le operazioni.

“L’Amministrazione controllerà ogni causa di ritardo e si attiverà per imputarne le conseguenti responsabilità”, afferma Trovato.

Nel frattempo, gli uffici comunali sarebbero già al lavoro per fornire all’Enna Calcio la documentazione richiesta formalmente dalla società.

Trovato riconosce il disagio legato all’indisponibilità dell’impianto, ma respinge l’idea che la situazione sia il risultato di disinteresse o trascuratezza da parte dell’attuale Amministrazione.

“Capiamo il disagio che sta vivendo la società per non poter fruire del campo di gioco – afferma – ma si tratta di un disagio prevedibile, non certo frutto di capriccio o noncuranza”.

L’assessore interviene anche sul rapporto tra Comune ed Enna Calcio, ribadendo una linea già espressa dall’Amministrazione: Palazzo di Città non intende sostenere economicamente una società privata.

“Occorre che la società sia dotata di una struttura adeguata a sostenere l’impegno assunto – osserva Trovato – poiché questa Amministrazione ha già apertamente dichiarato di non potere, né volere, sostenere economicamente una società privata”.

Quanto alle condizioni del terreno di gioco, l’assessore le attribuisce alla gestione della stessa Enna Calcio, ricordando che il campo è affidato alla società in virtù di una convenzione stipulata nel 2018 con la precedente Amministrazione.

Trovato sottolinea comunque che, nella fase più delicata, il Comune ha consentito alla squadra di effettuare gratuitamente per circa due settimane la preparazione atletica, ma precisa che oltre questo limite l’Amministrazione non ritiene di potersi spingere.

Sul piano più generale, l’assessore assicura che sono allo studio interventi per l’ampliamento e il miglioramento degli impianti sportivi cittadini, sia nel breve sia nel lungo periodo.

“Chiediamo tempo – conclude – perché abbiamo trovato una situazione complessa e gestita con criteri discutibili e che a volte appaiono addirittura arbitrari, e noi intendiamo mettere ordine”.

La nota si chiude infine con una stoccata politica rivolta, senza citarli direttamente, a quanti nelle ultime ore hanno criticato l’operato dell’Amministrazione.

“Può anche darsi che altri, con la bravura e l’efficienza dimostrata, avrebbero già risolto il problema. Peccato, però, che i cittadini non abbiano riconosciuto le loro eccelse doti e li abbiano relegati ad altro tipo di attività”.

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