Pergusa al centro della sfida: Crisafulli tra memoria, sviluppo e attacco politico

“Ai miei avversari dico: si ricordino che sono loro ad aver determinato lo stato della situazione a Enna. Hanno messo una ‘santuzza’ nuova davanti, ma dietro ci sono esattamente gli stessi che hanno governato per undici anni questa città”.
È un messaggio diretto e senza giri di parole quello lanciato da Mirello Crisafulli, candidato sindaco di Enna, intervenuto ieri pomeriggio all’ingresso principale del circuito dell’autodromo di Pergusa. Qui, insieme ai suoi sostenitori e davanti a una numerosa platea, ha risposto a una batteria di domande per chiarire alcuni punti centrali del suo programma elettorale, soffermandosi sulle principali questioni che riguardano il futuro della città: Pergusa, tra autodromo e riserva naturale, il destino dell’Ente Autodromo e la gestione delle risorse idriche.
“Essere qui, davanti all’autodromo e al lago di Pergusa, significa parlare dell’identità stessa di Enna”, ha dichiarato Crisafulli, ricordando come la città abbia costruito nel tempo un forte legame con questo luogo.
Il candidato ha ripercorso anche le origini dell’impianto, sottolineando come negli anni ’50 l’autodromo nacque anche grazie a uno “sciopero alla rovescia” promosso da braccianti e operai che, invece di fermarsi, chiesero di lavorare per creare opportunità e sviluppo. Un episodio che, secondo Crisafulli, rappresenta ancora oggi un simbolo di riscatto sociale.
Entrando nel merito delle prospettive future, ha ribadito la necessità di garantire la convivenza tra autodromo, lago e riserva naturale: “Qui devono convivere tutte le realtà: l’autodromo, l’ambiente e il lago. Serve un equilibrio, così come previsto dalla legge regionale. È un tema che conosco bene, perché quella norma l’ho proposta io”.
La normativa regionale, ha spiegato, consente alla Provincia (oggi Libero consorzio) di gestire la riserva, prevedendo un equilibrio tra attività motoristiche – da aprile a ottobre – e tutela ambientale.
Crisafulli ha quindi criticato le posizioni di chi propone di rafforzare la riserva ridimensionando l’autodromo: “Significherebbe ridurre una risorsa storica ed economica fondamentale. Qui hanno corso i più grandi piloti degli anni ’50, ’60 e ’70 – come Jim Clark – e Pergusa è stata un punto di riferimento internazionale per l’automobilismo”.
In merito all’Ente Autodromo, l’ex senatore ha indicato una linea chiara: “Lasciarlo così è veramente un reato, nei confronti dell’opinione pubblica e della città di Enna. Dobbiamo riattivarlo immediatamente, approvando le delibere già adottate dal Consiglio provinciale e dall’Aci. Il Consiglio comunale ha sbagliato a non approvarle”.
E ha proposto inoltre – dopo la sua riattivazione – l’avvio di una gara internazionale per attirare partner privati in grado di gestire la struttura: “Con le risorse attuali non si va lontano. Per rilanciare davvero l’autodromo servono investimenti e grandi eventi. Ogni gara porta turisti, piloti, indotto economico. Lasciare tutto fermo è un danno per l’intera città di Enna”.
Il modello indicato è quello di un’amministrazione pubblica con gestione affidata a soggetti privati, capace di attrarre capitali e competizioni di livello internazionale.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla situazione del lago, recentemente al centro dell’attenzione mediatica. Mirello Crisafulli ha indicato come prioritaria un’azione coordinata tra tutti gli enti coinvolti: ATO idrico, autorità di bacino, consorzio di bonifica e libero consorzio.
“Dobbiamo organizzare un intervento complessivo per riportare il livello delle acque a quello storico, anche attraverso l’apporto dai bacini circostanti. Anche qui c’è una legge della regione, proposta da me e votata grazie alla mia iniziativa”.
Sul tema caldo della gestione dell’acqua a Enna, Crisafulli ha ricostruito il quadro normativo e politico che ha portato all’attuale sistema, ricordando come l’ATO idrico nasca da direttive comunitarie recepite dallo Stato e dalla Regione Siciliana, che hanno portato alla suddivisione del territorio in ambiti territoriali, nove per la precisione. “Sulla base di queste direttive si è proceduto, delibere alla mano. Il sindaco dell’epoca era Rino Ardica, il vicesindaco Mario Salamone e l’assessore Paolo Colianni. Gli stessi, in discendenza, di chi amministra attualmente la città”.
Un passaggio che si lega alle polemiche attuali: “Oggi sento parlare di acqua pubblica – ha aggiunto – Mi stranisce che il presidente dell’Ato idrico, uomo di centro destra, ponga il problema dell’acqua pubblica e mi meraviglia che l’assessore regionale al ramo Francesco Colianni, preveda l’acqua pubblica, anche lui”. Da qui la sfida all’assessore Colianni, che nell’amministrazione uscente ha avuto un ruolo di primo piano: “Perché non hanno già provveduto ad adottare un decreto ad hoc per determinare il ritorno dell’acqua pubblica? Lo facciano subito, prima delle elezioni, evitando di continuare a dire bugie che non hanno i piedi per camminare”.
Crisafulli ha quindi evidenziato: “Sono stati realizzati interventi importanti sulle reti idriche e la Regione Siciliana a Enna, finanzia queste opere solo per il 70%, mentre in altri ATO il contributo arriva al 100%. Questo significa che il restante 30% viene scaricato direttamente sulle bollette dei cittadini di Enna”. Da qui l’interrogativo: “io mi chiedo perché la Corte dei Conti regionale non mette le mani su questo schema e spieghi perché Enna deve pagare di più?”.
Pur ricordando di aver sostenuto in passato il ritorno all’acqua pubblica, ha ribadito una posizione oggi più pragmatica: “Io al referendum votai per l’acqua pubblica, mentre loro votarono contro”.
Nel passaggio finale, Crisafulli ha ribadito il suo attacco agli avversari: “Se oggi Enna è in queste condizioni, la responsabilità è di chi ha amministrato, la colpa non è di chi è stato all’opposizione. La cosa che mi rattrista in queste città è che l’importante è essere candidato a sindaco, che provenga da destra o provenga da sinistra non importa, chi coerentemente è rimasto sempre nello stesso posto siamo noi, che per 11 anni siamo stati all’opposizione, ma oggi ci presentiamo con le carte in regola per poter dire è venuto il momento di cambiare musica e musicanti”.
Guardando al futuro, il candidato ha delineato una visione integrata di sviluppo: “Pergusa non è solo autodromo, ma un grande contenitore che può generare crescita economica, turismo e qualità della vita. Deve tornare a essere il giardino ambientale della nostra città”.
E ha concluso: “Bisogna avere una visione della città e per avere una visione, questa città deve essere amata e non semplicemente gestita”



