Le Vie dei Tesori a Enna, primo weekend con il segno positivo: crescono le presenze e il festival guarda ai giovani

Ampia partecipazione nei siti del circuito, interesse per le visite teatralizzate e le passeggiate. Circa 160 studenti coinvolti nel progetto e oltre 30 giovani impegnati direttamente nei luoghi. Tra le novità del prossimo weekend le visite a cantiere aperto alle Benedettine e all’ex Mulino.
Parte con il segno positivo l’edizione 2026 de Le Vie dei Tesori a Enna. Il primo fine settimana del festival ha registrato un buon andamento delle presenze, con un trend in crescita rispetto alla media delle precedenti edizioni, nonostante condizioni meteorologiche non sempre favorevoli.
Visitatori provenienti anche da fuori città hanno scelto Enna per scoprire il suo patrimonio culturale, facendo registrare una maggiore partecipazione non soltanto nei luoghi più conosciuti inseriti nel programma, ma anche nei siti meno noti e nelle nuove aperture che ogni anno arricchiscono il palinsesto del festival.
Una risposta positiva è arrivata anche dalle visite teatralizzate e dalle passeggiate, che nel primo weekend hanno accompagnato il pubblico alla scoperta della città attraverso percorsi capaci di intrecciare patrimonio, storia e racconto.
“Il primo fine settimana ci restituisce un dato incoraggiante – spiega Antonio Messina, referente dell’edizione ennese de Le Vie dei Tesori e presidente di Bottega Culturale – perché abbiamo riscontrato un aumento delle presenze sia nei siti maggiormente conosciuti sia nei luoghi meno frequentati. È un risultato significativo soprattutto perché uno degli obiettivi del festival è proprio quello di far scoprire ogni anno spazi nuovi e parti del patrimonio cittadino che spesso rimangono fuori dai tradizionali circuiti di visita”.
Tra le novità dell’edizione 2026 ci sono anche le visite a cantiere aperto, pensate per permettere ai visitatori di osservare da vicino interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio. Domenica 27 settembre sarà possibile entrare nel cantiere del Palazzo delle Benedettine, mentre domenica 4 ottobre sarà la volta dell’ex Mulino.
Il programma di quest’anno si amplia inoltre con nuovi luoghi, tra cui la Biblioteca Kore e la sala museo della Confraternita di Valverde, entrata a far parte del percorso del Festival.
Anche per questa edizione, uno degli elementi centrali è il coinvolgimento delle nuove generazioni. Sono circa 160 gli studenti dei licei della città chiamati a partecipare al progetto, con il coinvolgimento dei diversi indirizzi scolastici, dall’artistico allo scientifico e classico, dal musicale alle scienze umane e al linguistico.
A loro si aggiungono oltre 30 giovani impegnati come referenti dei luoghi del festival, direttamente coinvolti nell’accoglienza e nelle attività legate ai siti.
“Avvicinare i ragazzi alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale significa far sì che questi luoghi non vengano percepiti semplicemente come qualcosa da visitare, ma come una parte della città di cui prendersi cura – sottolinea Messina –. Il loro coinvolgimento è uno degli aspetti sui quali stiamo investendo maggiormente”.
L’edizione ennese del Festival si regge anche sul lavoro organizzativo di Bottega Culturale e sull’impegno dei tanti giovani coinvolti. Accanto al sostegno istituzionale del Comune di Enna, un contributo particolarmente significativo è arrivato dalla SINCOL S.r.l., impresa impegnata nei lavori di recupero del Palazzo delle Benedettine, che ha scelto di sostenere concretamente la manifestazione e il lavoro di chi, sul territorio, si occupa della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.
Il Festival proseguirà nei prossimi fine settimana con nuove aperture, visite ed esperienze, confermando l’obiettivo di costruire attorno al patrimonio culturale ennese non soltanto un’occasione di visita, ma un percorso di conoscenza e partecipazione che coinvolga cittadini, studenti e visitatori.



