Filosofando

Logos: vaccino dell’anima

Il ripresentarsi di un’altra ondata pandemica, stimola: riflessioni, pensieri, preoccupazioni, incertezze. Tutti ingredienti che devono essere ben dosati e governati sapientemente. Purtroppo, in una fase di totale frammentazione sociale, il controllo di tutto ciò risulta molto complicato. Chi governa, “naviga a vista”. Se riflettiamo attentamente, non può sfuggirci che esistono due fenomeni che si contrappongono: quello che guarda, sempre più, alla contrazione nazionale delle merci e dei beni di prima necessità, e quello che guarda all’espansione vertiginosa dell’informatica globale. Si rivela così uno scenario in cui le merci di prima necessità, verranno prodotte, in maggior misura, dentro i confini del nostro Stato. Di contro, ci saranno più servizi digitali: informazioni, musica, film; una forma di “cultura immateriale” – gestita da Netflix, Spotify e altri – sempre più globale. E’ evidente che stiamo assistendo a un enorme aumento della globalizzazione dei big data: strumenti virtuali che oggi valgono più del petrolio, il cui mercato è assai incerto. Per non parlare delle “intelligenze artificiali”: un altro virus che stiamo autoinstallando senza rendercene conto, il cui utilizzo, senza dei fondamenti etici precisi, ci porterà ad una dominazione che, ad oggi, viene solo “narrata”dalla fantascienza. Dopo la dimostrazione di tanta potenza, alla fine, è un virus quello che ha dimostrato di imperare sulle vite di miliardi di individui: un “Davide” minuscolo, capace di colpire in fronte e inginocchiare il “gigante Golia”, tranne quello della “stirpe” dei Big Data. Tornando alla “regionalizzazione dell’economia mondiale”, essa fa parte di un mega trend in atto già dal 2017, anno in cui Cina e Stati Uniti si trovarono proiettati in una guerra commerciale, i cui veleni non sono stati attutiti neanche dall’attuale condizione pandemica, anzi… E’ evidente che si sta consumando un fenomeno di potente globalizzazione culturale, il cui valore di mercato non è quantificabile. In merito a quest’ultimo elemento immateriale, la globalizzazione è tutt’altro che morta. Essa è sostenuta sinergicamente dalla produzione di apparati tecnologici, attraverso i quali, questa spinta fortemente “evolutiva”, viene percepita in maniera ancora più forte. Viviamo un’epoca complessa dove tutti ci sentiamo, volenti o nolenti, più filosofi. L’Uomo si interroga: “Quale futuro?” “Sarà il futuro della mera scienza riduzionista-positivista o quello della filosofia spiritualista-idelista?” Probabilmente sarà il futuro di un nuovo paradigma trinitario, costituito da: pensiero, attraverso il quale stimolare la logica, con l’aiuto dell’etica (ragione): un pensiero che contenga il “vaccino” trivalente delle tre “C” della consapevolezza, della coscienza e della conoscenza, che, in ultima analisi, sarà sempre l’unica via di salvezza, assieme all’ utopia, capace di placare la paura dell’annichilimento sociale e della morte. Ma una domanda volteggia attorno alla mente di molti: “E sull’enigma scienza?” La scienza dovrà aprirsi a nuovi orizzonti olistici che indaghino la complessità dell’individuo come composto formato da anima, mente e corpo. Fino a quando non verrà fatta chiarezza sulla relazione che lega questi elementi fondanti, la scienza correrà come un grande maratoneta intrappolato nella ruota del criceto.

Tony La Rocca

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