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Il PD a proposito del comportamento antisindacale dell’amministrazione

La recente sentenza di condanna del Comune per comportamento antisindacale evidenzia ancora una volta le modalità con cui opera l’amministrazione Dipietro. Tra le righe del dispositivo si apprende l’omessa informazione preventiva sul Piano Triennale del fabbisogno del personale, operato ai danni dell’organizzazione sindacale, in questo caso, la CGIL. In diverse occasioni abbiamo avuto modo di denunciare pubblicamente il “modus operandi” della giunta di Governo, la quale in ogni circostanza della vita dell’ente non perde occasione per distinguersi in atteggiamenti arroganti e di chiusura. Lamentiamo ormai questa condotta da anni, senza che la stessa ne ponga rimedio, arrecando danni all’intera collettività ed ai soggetti terzi coinvolti.

Numerosi sono gli esempi annoverabili a tale fattispecie, dalle delibere giunte in consiglio comunale senza una preventiva analisi, atti deliberativi mascherati dal carattere d’urgenza, assenza di programmazione trasformata in termini perentori, richieste di audizione di cittadini reiterate nel tempo e puntualmente ignorate, attacchi gratuiti agli anziani i quali sono dovuti ricorrere alla giustizia amministrativa per avere riconosciuto un diritto, ed ancora assenza di concertazione nei tavoli istituzionali in settori importanti come quello delle politiche sociali, petizioni partecipate come quella inerente alla viabilità, anch’essa ignorata e relativo esposto al prefetto da parte dei promotori. Ma ciò per cui esprimiamo particolare preoccupazione è l’atteggiamento di isolamento istituzionale attuato dall’amministrazione, la quale ad inizio legislatura aveva dichiarato la “casa comune” aperta ai fabbisogni del cittadino. Riteniamo tale condotta non più sostenibile, pertanto ci attiveremo, attraverso un documento da discutere in consiglio comunale, affinchè l’amministrazione Dipietro operi una tendenziale inversione di rotta.

 

Il Capogruppo                                                                                                                                                                   Paolo Timpanaro

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