Politica

Aree interne e rigenerazione urbana, il sindaco Crisafulli al Festival delle Città di ALI

Il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, ha portato questa mattina la voce delle aree interne al Festival delle Città delle Autonomie locali italiane (ALI), in corso a Palazzo Valentini a Roma. Crisafulli è intervenuto in videoconferenza al primo panel «Una città a misura di casa», dopo l’apertura dei lavori affidata al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Al confronto, moderato da Gianni Trovati del Sole 24 Ore, hanno partecipato anche Anna Finocchiaro, presidente di Italiadecide, Matteo Lepore, sindaco di Bologna e presidente di ALI Emilia-Romagna, Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, e Fabio Maisto, head of regional affairs di A2A.

«Ho voluto portare la voce di un’Italia che deve resistere – ha dichiarato il sindaco – Accanto all’Italia sviluppata e a quella che si interroga su come continuare a crescere, c’è quella delle aree interne, che fa i conti con l’emigrazione dei propri concittadini e deve resistere. Enna, la città che ho l’onore di guidare, ha perso 5 mila abitanti negli ultimi 10 anni, 500 l’anno, e non è stato possibile invertire la tendenza perché mancano attività produttive in crescita e scelte della politica regionale a favore delle aree interne della Sicilia. Eppure la Regione dispone di risorse finanziarie importanti e di finanziamenti notevoli per le politiche abitative, senza aver mai varato un piano».

Allo spopolamento si somma lo spostamento dei residenti dal centro verso le zone esterne. «A questo si aggiunge lo spostamento di molti cittadini dal centro urbano verso le periferie e le zone circostanti. Da un lato interi quartieri rischiano l’abbandono e si disperde un patrimonio edilizio significativo, dall’altro diventa più difficile garantire i servizi a chi vive fuori città. Quindi abbiamo un duplice problema».

Per Crisafulli la risposta passa dalla rigenerazione urbana e da un ruolo attivo degli istituti autonomi case popolari (IACP). «La strada maestra è la rigenerazione urbana. Non dobbiamo costruire nuovi edifici, ma recuperare ciò che abbiamo, con un piano preciso, risorse dedicate e la volontà di far rinascere interi quartieri. Gli istituti autonomi case popolari hanno una grande disponibilità di risorse: possono e devono acquisire immobili per darli in affitto o venderli e, attraverso convenzioni con Comuni e Amministrazioni, si può costruire un piano di interventi articolato che sostenga il reddito delle famiglie e aiuti chi vive in periferia a tornare in città. Così si aiutano le famiglie».

Il sindaco ha infine legato il recupero dei quartieri ai servizi, a partire da quelli energetici, e all’uso delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). «La rigenerazione va accompagnata dai servizi, a cominciare da quelli energetici. La Sicilia ha un grande patrimonio verde e campagne circostanti che possono essere destinate alla produzione di energia elettrica. Servizi energetici e rigenerazione urbana sono la scelta che può farci guardare avanti. Sull’edilizia abitativa, ferma da vent’anni, occorre utilizzare tutte le risorse disponibili, a partire da quelle del PNRR, che non abbiamo potuto ottenere per asili nido e strutture scolastiche perché il piano regionale non è mai stato attivato in tutti i suoi aspetti».

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