Enna Calcio, Trovato e la maggioranza aTravagin: “Promesse inesistenti”

Si allarga lo scontro tra il presidente dell’Enna Calcio Giancarlo Travagin e l’amministrazione comunale. Dopo le dichiarazioni del patron gialloverde e la replica del sindaco Mirello Crisafulli, intervengono anche l’assessore Giuseppe Trovato e i gruppi consiliari Enna Democratica e Prima Enna.
Trovato prende posizione dopo l’ipotesi di un possibile trasferimento della squadra a Niscemi e contesta duramente la gestione e le accuse rivolte al Comune. “Apprendiamo dalla stampa dell’ennesima uscita dello stravagante neo presidente dell’Enna Calcio, il quale sembrerebbe intenzionato a trasferire la squadra a Niscemi”, afferma l’assessore. Trovato richiama quanto accaduto durante l’estate e sostiene che alcuni annunci del presidente siano stati seguiti da frequenti cambi di rotta. “Il condizionale è d’obbligo, visto che ci ha abituato a sontuosi proclami, smentiti sistematicamente nel giro di qualche giorno”. Il nodo principale resta però il rapporto con l’amministrazione comunale. Secondo l’assessore, Travagin avrebbe iniziato ad attribuire al Comune responsabilità che Trovato respinge, parlando di “promesse in realtà inesistenti”. L’assessore rivendica, al contrario, il sostegno garantito alla società nella fase iniziale della stagione. “Ci saremmo aspettati un minimo di cenno di riconoscenza per aver incoraggiato l’avvio della stagione sportiva dell’Enna Calcio, garantendo la possibilità di usufruire gratuitamente per tre settimane del campo sportivo di Pergusa”. Trovato interviene anche sulla questione degli impianti. A suo giudizio non sarebbe corretto attribuire al Comune la responsabilità per l’assenza di un campo di allenamento. “Si accusa ogni tre giorni il Comune per la mancata disponibilità dello stadio, nonostante tutte le precisazioni fornite, e della mancanza di un campo di allenamento, che invece esiste, anche se occorre che qualcuno paghi per utilizzarlo”. Il giudizio dell’assessore sulla situazione della società è molto netto. “La verità che emerge in modo lampante è che il sig. Travagin non ha un progetto sportivo, né probabilmente alcun partner disposto a finanziare la squadra gialloverde, al contrario di quello che lui ha sostenuto nell’incontro con l’Amministrazione comunale avvenuto all’inizio del mese di luglio”. Respinge inoltre ogni coinvolgimento del Comune nelle difficoltà economiche che riguarderebbero la società e conclude con un attacco diretto: “La smetta, dunque, Travagin di piangersi addosso e non si permetta di citare a sproposito l’Amministrazione comunale: se è in grado di sostenere una squadra di serie D, lo dimostri, altrimenti cambi mestiere”. Sul fronte degli impianti, l’assessore ribadisce comunque l’impegno del Comune “per restituire al più presto lo stadio Gaeta alla sua naturale funzione, mediante le migliorie necessarie a riottenere l’omologazione”.
Alla presa di posizione di Trovato si aggiunge quella dei gruppi consiliari Enna Democratica e Prima Enna, che concentrano la loro replica soprattutto sulle parole utilizzate da Travagin a proposito dei rapporti con il sindaco.
Il presidente dell’Enna Calcio aveva parlato di “accordi precisi, impegni e promesse suggellati anche da una fotografia pubblica”. Una ricostruzione che i gruppi di maggioranza respingono. “Il sindaco non ha stretto accordi, men che meno precisi, non ha assunto impegni e non ha fatto promesse”, affermano. I gruppi si soffermano anche sull’uso dell’avverbio “anche”, che a loro giudizio lascerebbe intendere l’esistenza di ulteriori elementi in grado di documentare gli accordi evocati dal presidente. Da qui la richiesta: “Provi il contrario il Presidente dell’Enna Calcio S.C.D.C., con atti e documenti, oppure si ritiri in buon ordine”. La maggioranza interviene poi sul ruolo che Crisafulli avrebbe avuto nel passaggio societario. “Il sindaco non è il proprietario della squadra; non è titolare neppure di una quota minoritaria del capitale sociale della Enna Calcio Soc. Coop. Sportiva Dilettantistica”, sottolineano i gruppi, sostenendo che non avrebbe potuto avere alcun ruolo nel trasferimento delle quote all’attuale proprietà. Enna Democratica e Prima Enna respingono quindi l’idea che il sindaco abbia in qualche modo “dato la squadra in mano” a Travagin o che spettasse all’amministrazione verificarne preventivamente capacità e disponibilità finanziarie. La polemica si sposta infine sul terreno politico. I gruppi contestano a Travagin di avere chiamato in causa anche Pergusa, l’autodromo, il CISS, le condizioni della città e il ruolo dell’opposizione, arrivando a definire Enna una “bomboniera abbandonata”. La nota si conclude rispedendo “l’invito alla riflessione al mittente”, con un riferimento a Goldoni e alle “spiritose invenzioni”.
Lo scontro, dunque, ha ormai superato i confini strettamente sportivi. Alla questione dello stadio e dei campi di allenamento si sovrappone il nodo politico degli “accordi” e delle “promesse” che Travagin sostiene di avere ricevuto e che amministrazione e gruppi di maggioranza negano.



