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Pasquasia e l’ipotesi deposito di amianto, Legambiente: “No agli allarmismi, valutiamo i dati”

Facendo seguito alle notizie relative alla creazione di un impianto per lo stoccaggio definitivo di manufatti contenenti amianto nell’area della ex miniera di Pasquasia, il Circolo Legambiente Erei, competente per territorio, intende fare chiarezza circa gli eventuali pericoli di una simile scelta e le normative esistenti in materia.

La ex miniera di Pasquasia, chiusa oramai dal lontano 1992, presenta in superficie una enorme quantità di edifici le cui coperture e le cui murature erano realizzate con manufatti prefabbricati in cemento-amianto, il cosiddetto “Eternit”.

Tali manufatti, lasciati in esposizione alle intemperie, risultano ad oggi in condizioni tali da non consentire una sicura, ulteriore, esposizione senza rischiare che le fibre di amianto finiscano direttamente in atmosfera con grave pregiudizio della salute umana.

Come ampiamente dimostrato da innumerevoli studi medici e, purtroppo, da una casistica che in Italia ha contato migliaia di vittime, le fibre di amianto disperse in atmosfera sono causa dell’insorgenza del Mesotelioma, un tumore grave che nasce dal mesotelio, la membrana che copre gli organi interni, che presenta una letalità molto elevata ed è considerato un tumore a prognosi infausta nella maggior parte dei casi. Essendo una malattia aggressiva che viene quasi sempre diagnosticata in fase avanzata, l’aspettativa di vita media (sopravvivenza mediana) varia in genere tra i 6 e i 18 mesi dalla diagnosi.

Per evitare facili allarmismi va detto che ad oggi l’insorgenza del mesotelioma nella provincia di Enna è inferiore rispetto la media siciliana nonostante in tutta l’area siano presenti quantità considerevoli di manufatti in cemento-amianto non di rado letteralmente abbandonati alle intemperie anche all’interno delle aree urbane.

Il caso di Pasquasia è però particolare sia per la quantità di materiali presenti, sia perché già agli inizi della seconda decade degli anni 2000 il sito fu oggetto di una bonifica che prevedeva la dismissione di tutti i materiali pericolosi presenti nell’area di superficie, bonifica che si interruppe a causa dell’insorgere di una complicata vicenda giudiziaria.

Oggi, per fortuna, la bonifica può riprendere e solo una volta realizzata la stessa questo importante sito, interamente di proprietà pubblica della Regione Siciliana, potrà essere oggetto di eventuali riqualificazioni.

Andando all’ipotesi che tanto sta facendo discutere, ovvero la possibilità che le componenti edili in cemento amianto possano trovare luogo di stoccaggio definitivo proprio nell’area di Pasquasia, Legambiente non può che aderire a questa eventualità per diversi ordini di motivi:

Il primo quello economico, il costo della dismissione laddove i materiali dovessero raggiungere altre località ove siano presenti impianti a tale uso destinati, sarebbe gravosissimo;

Il secondo quello della sicurezza, ben diverso, infatti, è il rischio della movimentazione di tonnellate e tonnellate di rifiuti speciali da Pasquasia verso località esterne alla Sicilia, trasporto che non potrebbe che essere fatto lungo le autostrade e/o le ferrovie, rispetto a quello del posizionamento nella stessa area.

Il terzo quello della convenienza della proprietà di un impianto specializzato, infatti, una delle difficoltà frapposta alla eliminazione dei manufatti pericolosi è quello dei costi non di rado elevatissimi dati dal necessario confinamento controllato verso località estremamente distanti.

In tutta Italia esistono meno di una ventina di siti aperti allo stoccaggio dei materiali contenenti amianto e neanche uno è presente sull’isola, la possibilità di avere una cellula a norma a Pasquasia potrebbe consentire anche lo stoccaggio a costi bassissimi dei materiali ad oggi presenti nelle aree urbane della provincia.

Il confinamento, del resto, è non solo estremamente semplice, mediante metodi di incapsulamento e successiva chiusura ermetica, ma, una volta inseriti i colli in cella, lo stesso non presenta alcuna possibile modalità di contaminazione del terreno e dell’ambiente circostanti.

L’amianto è una roccia e, sino a quando non viene sottoposto a degradazione in atmosfera libera non ha alcuna capacità di interagire con i cicli vitali.

Ovviamente si sta parlando di impianti a norma e sotto continuo controllo tecnico e non certo delle discariche a cielo aperto che troppo spesso incontriamo nelle nostre campagne, come è stato a Cozzo Matrice qualche mese addietro.

In ultimo vista la possibile convocazione di un Consiglio Comunale speciale in merito, dando la piena disponibilità a partecipare ai lavori dello stesso laddove considerato utile, Legambiente fa voti affinché venga inserita nell’Ordine del Giorno dei lavori una ricognizione immediata della situazione cittadina rispetto i manufatti contenenti C.A. e circa lo stato delle politiche pubbliche per la eliminazione corretta degli stessi manufatti, in tal senso citiamo come esempio le vaste superfici presenti nell’area dell’ex Ente Fiera di contrada Scifitello.

La pericolosità di questi ultimi è, infatti, ben maggiore di quelli ad oggi presenti a Pasquasia proprio per la contiguità con la vita dei cittadini.

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