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Fillea Cgil Enna: “La guerra non è un fatto lontano. Rende il mondo un posto peggiore e massacra il nostro potere d’acquisto”

 “Come federazione sindacale che rappresenta lavoratrici e lavoratori, non possiamo permetterci di non guardare a quello che accade nel mondo. Se non leggiamo ciò che succede fuori dai confini locali, non potremmo nemmeno spiegare perché poi, qui, arrivano inflazione, instabilità, paura sociale, impoverimento e precarietà.” Lo dichiara Salvo Carnevale, segretario generale della Fillea Cgil di Enna, commentando l’aggravarsi della situazione geopolitica e il clima sempre più teso anche dentro l’Europa.

“Abbiamo la guerra dentro i confini europei – prosegue Carnevale – e le sue ripercussioni ci stanno trascinando in una spirale orribile: il conflitto si estende, coinvolge più Paesi, moltiplica le vittime innocenti e produce conseguenze economiche e sociali pesantissime. Papa Francesco aveva già parlato di una ‘terza guerra mondiale combattuta a pezzi’: parole che, nei fatti, risultano drammaticamente attuali.”

Carnevale indica con chiarezza il quadro politico-culturale che alimenta questa deriva: “È all’opera quella che definisco ‘internazionale nera della destra’: un blocco che costruisce consenso su insicurezza, paure e sovranismo e che calpesta ogni giorno il diritto internazionale. Una destra guerrafondaia che normalizza i conflitti e li rende strumento di pressione politica e, mentre predica suprematismi nazionali, vuoti e retorici, scarica i costi sulle persone comuni”.

“Dentro questa dinamica – prosegue il segretario generale della Fillea Cgil Enna – c’è chi guadagna: l’industria delle armi e le filiere della guerra; e ci sono interessi economici enormi che si rafforzano nelle crisi permanenti, comprese le big tech e i grandi poteri che prosperano su instabilità, propaganda e controllo a piacimento dell’informazione. Da un lato si massacrano le popolazioni; dall’altro si colpiscono i lavoratori, anche quelli italiani, con un cinismo perpetuo fatto di caro-vita, erosione dei salari, incertezza sul futuro. Nel nostro mondo, quello dei cantieri, dell’edilizia, delle infrastrutture, raccogliamo ogni giorno le preoccupazioni dei lavoratori: persone stanche di dover fare i conti con l’instabilità e con un’inflazione che viene naturalmente alimentata da questo scenario di guerra perpetua e sempre più estesa. E dobbiamo dirlo con franchezza: troppo spesso gli avanzamenti contrattuali vengono vanificati dal carovita. Aumenti e condizioni migliori conquistati con fatica ma che vengono erosi dallo scenario internazionale abbattendo il potere d’acquisto delle famiglie. La guerra non è un fatto lontano: entra nelle buste paga, nelle bollette, nella spesa, negli affitti. Rende il mondo un posto peggiore e massacra il potere d’acquisto”.

La Fillea Cgil Enna denuncia anche l’assenza di una risposta adeguata sul terreno sociale ed economico: “E mentre lavoratori e famiglie pagano, il Governo italiano è sembrato più attento al Festival di Sanremo, a favorire rendite e profitti di big tech e i grandi interessi dei signori delle armi anziché pensare a intervenire davvero su ciò che sta azzoppando il potere d’acquisto. Non si vede una scelta chiara per ridurre l’insostenibile peso fiscale e l’insieme dei fattori che, tra tasse indirette, prezzi e costi essenziali, stanno schiacciando salari e pensioni. Questa – conclude Carnevale – è la realtà quotidiana dei lavoratori: non propaganda, non slogan”.

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