Cultura

Volti, memoria e appartenenza: Enna si prepara alla mostra fotografica “Il tempo condiviso”

Dal 14 al 21 novembre il Teatro Neglia ospiterà la mostra ideata e curata da Donello Scarpinato, in collaborazione con AUSER. Diciassette fotografi racconteranno attraverso le immagini i legami che costruiscono la comunità. Tra i partecipanti anche il fotografo e giornalista Salvo Veneziano, ospite dell’iniziativa con tre opere.

Mancano meno di due settimane all’apertura di “Il tempo condiviso – Persone, memorie e legami che costruiscono la comunità”, la mostra fotografica regionale ideata e curata dal fotografo Donello Scarpinato, che dal 14 al 21 novembre sarà ospitata al Teatro Francesco Paolo Neglia di Enna.

Al centro dell’iniziativa non vi sono soltanto belle immagini. Il progetto chiede alla fotografia qualcosa di più difficile: raccontare le relazioni umane e ciò che resta del tempo trascorso insieme.

Lo sguardo dei fotografi partecipanti attraverserà mondi e sensibilità differenti, confrontandosi con i temi degli affetti familiari, della vita di quartiere, delle tradizioni popolari, del volontariato, del dialogo tra generazioni e della solidarietà. Tasselli di una quotidianità che raramente conquista la ribalta, ma sulla quale si costruisce l’identità di una comunità.

Definito anche il gruppo dei fotografi che prenderanno parte all’esposizione. Sono sedici i partecipanti: Pietro Alba, Elio Camerlingo, Giuseppe Cappellino, Christian Carabotta, Concetta Debole, Roberto Fiscella, Toni Fontana, Valentina Ilardo, Andrea Lattuca, Aurelia Lombardo, Marina Miccichè, Massimo Minglino, Sara Padalino, Donello Scarpinato, Gabriele Scavuzzo e Salvatore Solaro.

A loro si aggiunge, in qualità di ospite, il fotografo e giornalista Salvo Veneziano, che contribuirà al percorso espositivo con tre proprie opere. Diciassette sguardi, dunque, chiamati a interpretare un tema comune attraverso esperienze e linguaggi fotografici personali.

La fotografia, del resto, possiede una particolare relazione con il tempo. Ferma un istante destinato a scomparire e gli concede una seconda vita. A distanza di anni un’immagine può restituire un volto, un luogo trasformato, un’abitudine perduta; può ricordare da dove veniamo e chi ha camminato accanto a noi.

È sul rapporto tra memoria, relazioni e appartenenza che Donello Scarpinato ha costruito l’idea della mostra, realizzata in collaborazione con AUSER. Un progetto che affida alla fotografia il compito di rendere visibile quel patrimonio di rapporti umani che contribuisce a definire l’identità di un territorio.

A fare da testimonial sarà il pittore Aldo Petralìa, la cui presenza contribuirà a sottolineare il dialogo tra differenti forme di espressione artistica.

Dal 14 novembre il Teatro Neglia accoglierà dunque diciassette modi differenti di interpretare una stessa parola: comunità. Non necessariamente attraverso grandi avvenimenti. Talvolta la storia di un luogo si conserva molto meglio nei gesti minimi: in uno sguardo, in una strada, in un incontro, nelle mani segnate dal tempo. Attimi, dove un fotografo sa fermarsi.

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