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Tre anni senza Alfonso, ma il suo ricordo continua a vivere

Sport, memoria e commozione al Terzo Memorial dedicato all’Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato di Enna scomparso prematuramente a 48 anni.

Il Questore Incognito: “La sua umanità è un’eredità che dobbiamo custodire ogni giorno”.

Una giornata di sport, amicizia e memoria per mantenere vivo il ricordo di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei colleghi, degli amici e della sua famiglia. Si è svolto presso il campo sportivo “Enrico Greca” di Pergusa il Terzo Memorial dedicato ad Alfonso Arnone, Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato, scomparso prematuramente tre anni fa all’età di soli 48 anni.

L’iniziativa, organizzata dagli amici, dai colleghi e dai familiari, ha visto disputarsi una partita di calcio a undici tra due squadre composte da appartenenti alla Polizia di Stato della provincia di Enna. Un appuntamento che, anno dopo anno, si conferma non soltanto come una manifestazione sportiva, ma soprattutto come un momento di incontro e condivisione nel nome di valori che Alfonso ha incarnato durante tutta la sua vita.

Alla manifestazione hanno preso parte il Questore di Enna, dott. Cono Incognito, il Vice Questore dott. Giancarlo Rapisarda, il Segretario Generale Aggiunto del SAP dott. Giuseppe Coco, il Segretario Regionale del SAP dott. Piero Billitteri, i segretari provinciali delle diverse organizzazioni sindacali della Polizia di Stato, il personale della Digos guidato dal dirigente dott. Michelangelo Di Pollina e dalla dott.ssa Anna Poidomani, oltre a numerosi colleghi e amici che hanno voluto rendere omaggio alla memoria di Alfonso.

Particolarmente intenso il momento iniziale della giornata. Don Rossignolo ha impartito la benedizione ai presenti, mentre tutti si sono raccolti in un minuto di silenzio. Al termine, cinquanta palloncini bianchi e azzurri, i colori del SAP, si sono levati nel cielo di Pergusa tra la commozione dei presenti, in un gesto simbolico che ha unito ricordo, gratitudine e speranza.

Tra gli interventi più sentiti, quello del Questore di Enna, che ha voluto condividere una riflessione personale sul significato dell’eredità lasciata da Alfonso Arnone.

“Sono arrivato a Enna nel mese di gennaio e una delle prime cose che ho notato è stata la targa posta davanti all’ufficio dove prestava servizio Alfonso. Non è una cosa usuale. Questo mi ha incuriosito e ho chiesto di lui. Tutti coloro che me ne hanno parlato, dai colleghi della Digos ai collaboratori che lo hanno conosciuto, avevano negli occhi emozione e affetto. Mi hanno raccontato non soltanto il professionista, ma soprattutto l’uomo”.

Parole che hanno evidenziato come il ricordo di Alfonso sia ancora oggi vivo e autentico all’interno della Questura di Enna.

“Spesso diciamo che non basta essere un bravo poliziotto. Certamente Alfonso lo è stato, ma ciò che emerge con forza dai racconti di chi lo ha conosciuto è il suo straordinario profilo umano. Era un professionista stimato, un sindacalista apprezzato, ma soprattutto una persona capace di mettere sempre al centro gli altri, con sensibilità, attenzione e umanità”.

Il Questore ha poi sottolineato come proprio questi valori rappresentino la più importante eredità lasciata da Alfonso ai suoi familiari, ai colleghi e all’intera comunità della Polizia di Stato.

“Il ricordo serve soprattutto a questo. Oggi siamo qui per ricordarlo, ma questa eredità umana dobbiamo raccoglierla tutti noi. Ogni giorno siamo chiamati a confrontarci con situazioni difficili, con la sofferenza delle persone e con le sfide del nostro lavoro. Alfonso ci ha insegnato che l’attenzione verso gli altri, il dialogo e la sensibilità sono sempre strumenti vincenti. Questo deve continuare a essere il nostro modo di agire”.

Un messaggio accolto con partecipazione dai presenti e che ha restituito il senso più profondo della manifestazione: non soltanto custodire il ricordo di chi non c’è più, ma trasformarlo in un esempio concreto da seguire ogni giorno.

Nel corso della giornata sono state inoltre consegnate targhe ricordo alla Questura di Enna, alla famiglia di Alfonso, la moglie Stefania e le figlie Aurora e Giada, e alla sezione AIA di Enna, che ha messo a disposizione una terna arbitrale per dirigere l’incontro.

Più che una partita di calcio, il Memorial si è confermato ancora una volta una testimonianza d’affetto collettiva. Un’occasione per ritrovarsi, stringersi attorno alla famiglia e ricordare un collega che ha lasciato un’impronta profonda nella vita professionale e umana di quanti lo hanno conosciuto.

Tre anni dopo la sua scomparsa, Alfonso Arnone continua infatti a vivere nei racconti, negli insegnamenti e nei valori che ha trasmesso. Valori che, come ricordato dal Questore, rappresentano oggi una preziosa eredità da custodire e tramandare. Perché il tempo può scorrere, ma non cancella il ricordo delle persone che hanno saputo lasciare il segno con la loro umanità, il loro esempio e il loro modo di stare accanto agli altri.

Manuela Acqua

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