Scontri a Sala Euno: la maggioranza si prende anche la vicepresidenza. Crisafulli difende le indennità: “Danno dignità alla politica”

La prima seduta del nuovo Consiglio comunale di Enna di ieri, lunedì 22 giugno, a Sala Euno, ha definito gli assetti istituzionali dell’aula ma ha anche evidenziato alcune questioni destinate ad alimentare il confronto politico nelle prossime settimane.
L’elezione di Marco Greco (Enna Democratica) alla presidenza del Consiglio comunale era ampiamente prevista, grazie ai numeri della maggioranza che lo hanno sostenuto con 16 voti. Più complessa e dibattuta, invece, la scelta relativa alla vicepresidenza.
Secondo quanto previsto dal regolamento comunale, la carica di vicepresidente è tradizionalmente considerata un ruolo di garanzia destinato alla minoranza. La maggioranza ha però deciso di eleggere Vasapollo, assicurandosi anche questo incarico. Una scelta che ha suscitato le proteste delle opposizioni, le quali hanno contestato l’opportunità politica della decisione e, in segno di dissenso, hanno abbandonato l’aula durante la votazione.
Il tema ha aperto una riflessione sul rapporto tra legittimità numerica e opportunità istituzionale. Se da un lato la maggioranza ha esercitato una prerogativa consentita dai propri numeri, dall’altro resta il dibattito sull’opportunità di mantenere spazi di rappresentanza e garanzia per le minoranze consiliari.
Altro argomento centrale della seduta è stato l’adeguamento delle indennità di sindaco, assessori e presidente del Consiglio. Il provvedimento ha generato un acceso confronto politico. Il sindaco Mirello Crisafulli ha difeso la misura sostenendo che le indennità rappresentano uno strumento necessario per garantire dignità alla funzione pubblica, consentendo anche a giovani, lavoratori e cittadini privi di particolari disponibilità economiche di ricoprire incarichi istituzionali senza eccessivi sacrifici personali.
Tra le argomentazioni avanzate dal primo cittadino figurano le responsabilità amministrative, civili, penali e contabili che gravano sugli amministratori locali, oltre alla necessità di rendere la partecipazione politica accessibile a tutti e non soltanto a chi dispone di risorse proprie.
Resta tuttavia aperto il confronto sulla sostenibilità economica dell’operazione. I consiglieri di minoranza hanno evidenziato come non sia ancora del tutto definito il quadro delle risorse regionali che dovrebbero contribuire alla copertura delle maggiori spese. Un aspetto che continua a sollevare interrogativi e sul quale saranno probabilmente necessari ulteriori chiarimenti.
Sul fronte programmatico, il Consiglio ha invece approvato la modifica dello Statuto del Consorzio “Ente Autodromo di Pergusa”, revocandone lo stato di liquidazione. Si tratta di un passaggio considerato strategico per il futuro dello storico circuito e dell’intera area di Pergusa.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di rilanciare l’impianto sotto il profilo sportivo e turistico, favorendo il ritorno di manifestazioni motoristiche e valorizzando l’indotto economico collegato. Parallelamente, viene indicata la volontà di trovare un equilibrio tra le attività dell’autodromo e la tutela ambientale della Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa.
Anche su questo fronte, però, non mancano le incognite. Restano infatti da chiarire i dettagli operativi del progetto di rilancio, le modalità di gestione futura dell’ente e l’eventuale coinvolgimento di soggetti privati. Temi che saranno decisivi per comprendere quale direzione prenderà concretamente il percorso di rilancio annunciato.
La seduta si è conclusa con una maggioranza compatta e determinata a imprimere la propria linea politica sin dai primi atti del nuovo mandato. Tuttavia, le discussioni sulla rappresentanza delle minoranze nelle istituzioni, sulla copertura finanziaria delle indennità e sul futuro assetto gestionale dell’Autodromo di Pergusa dimostrano che diversi passaggi restano ancora da chiarire. Temi sui quali, al di là delle contrapposizioni politiche, saranno i fatti e le scelte amministrative dei prossimi mesi a fornire le risposte più attese dalla città.
Manuela Acqua



