Attualità

L’on. Lantieri riparte alla carica per la riapertura del tribunale di Nicosia

Si apre un nuova speranza riguardo la riapertura del tribunale di Nicosia grazie ad un disegno di legge che l’on. Luisa Lantieri ha presentato, d’intesa con l’on. Stefano Pellegrino, presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars. Il Ddl prevede il ripristino degli ex tribunali di Nicosia, Mistretta e Modica. Tutta la normativa che riguarda la gestione dei palazzi di giustizia è di competenza statale, la Regione però assumendosi i costi gestionali e dopo un’autorizzazione ministeriale può far riaprire i battenti ai tribunali per gestire una parte delle attività e dei servizi prima erogati. Le competenze non saranno le stesse di prima ma la riapertura può avvenire. Già ad inizio legislatura la Lantieri tentò questa strada con la presentazione e poi l’approvazione all’Ars di un emendamento per dotare le tre strutture delle somme necessarie per la gestione. L’emendamento venne approvato, istituito il capitolo ma il ministero non volle dare l’autorizzazione. Adesso un Ddl per assicurare più dignità istituzionale alla richiesta. Infatti anche se gli inquilini di Sala d’Ercole daranno il via libera la riapertura è sempre soggetta ad autorizzazione. Sono cambiate le condizioni? “Credo proprio di si – dice Luisa Lantieri -. La pandemia ha spostato gli interessi sui territori, la politica ha riacceso i riflettori sulle aree interne e la dotazione finanziaria del mio emendamento di inizio legislatura è ancora valida. Spero proprio che il tutto insieme ad una legge approvata dall’Ars possa far cambiare idea al ministero”. Riaprire il tribunale di Nicosia vuol dire davvero assicurare più giustizia ad un territorio pieno di ostacoli soprattutto nei collegamenti? “Assolutamente si. Ritengo inoltre che ripristinare i tribunali soppressi equivalga a ridare dignità a territori scippati di un servizio indispensabile per la collettività. Oltre al disagio rappresenta anche la rinuncia da parte dello Stato a mantenere in vita importanti presidi di legalità in zone della Sicilia dove la lotta alla criminalità è sempre attuale.” Lei è anche vicepresidente della Commissione Antimafia dell’Ars può quindi dare un giudizio preciso su quanto i presidi dello Stato sono necessari per combattere il malaffare: “Senza tema di smentita posso affermare che dove sono stati soppressi l’amministrazione della giustizia ne ha fortemente risentito. La scelta – conclude la Lantieri – di concentrare i palazzi di giustizia solo in alcune città ignorando importanti bacini di utenza, favorisce la nascita di disarmonie tra territori, cittadini e nella gestione della giustizia”.

Paolo Di Marco

 

 

 

 

 

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