
Trasformare Enna da centro tradizionale dell’entroterra siciliano a modello d’eccellenza europeo nell’economia circolare. È questo l’ambizioso obiettivo annunciato a Palazzo di Città, nella Sala Baccarà, dall’assessore allo Sviluppo e all’Ambiente, Michele Sabatino. La notizia cardine è l’inserimento del capoluogo ennese all’interno del programma europeo “C3” gestito dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), che opererà come advisor istituzionale di massimo livello per guidare la città verso l’azzeramento delle emissioni e la rigenerazione urbana.
La selezione di Enna da parte della BEI posiziona la città in un network ristretto di realtà continentali (tra cui figurano centri all’avanguardia come la svedese Jönköping e diverse municipalità spagnole) impegnate nella transizione ecologica.
Nel tracciare il percorso che attende il comune, l’assessore Sabatino ha voluto esprimere un chiaro riconoscimento alla precedente gestione amministrativa in tema di nettezza urbana: “Bisogna dare atto che si è fatto un percorso sui rifiuti portandoci a livelli importanti rispetto ad altri paesi del sud e in Italia”.
Sabatino ha tuttavia specificato che la gestione dei rifiuti rappresenta solo un primo tassello di un mosaico molto più ampio: “Questo è un primo step, perché quando si parla di economia circolare si parla di mobilità, di energia, di rifiuti, di acqua. Viviamo in un mondo complesso e moderno e serve un piano complessivo di trasformazione”.
L’assessore ha poi chiarito la natura del partenariato con l’istituto finanziario europeo, dissipando i dubbi su una formula basata unicamente su debiti o contributi a pioggia. La BEI non finanzierà direttamente l’intera trasformazione della città, ma agirà come un consulente strategico d’alto profilo.
L’approccio tecnico si strutturerà in una pianificazione diversificata, che l’amministrazione punta a sviluppare lungo l’arco dell’intera legislatura:
Fase 1 (primi 12 mesi): sottoscrizione della lettera di commitment (impegno ufficiale) e costituzione di un team di progetto guidato da un project manager di rilievo nazionale. Questa cabina di regia, in costante rapporto con la BEI, avrà il compito di redigere il Piano Strategico per l’Economia Circolare.
Fase 2 (Biennio 2027-2028): traduzione del piano in progetti specifici e cantierabili nei settori della mobilità, dell’efficientamento idrico e della transizione energetica.
Fase 3: attrazione degli investimenti e monitoraggio. La presenza della BEI come partner garantirà ai progetti ennesi un “marchio di qualità” e un accreditamento istituzionale decisivo per intercettare fondi strutturali a fondo perduto, finanziamenti agevolati o capitali privati tramite il partenariato pubblico-privato.
La transizione toccherà in modo integrato la struttura urbanistica e sociale di Enna. Tra le prime anticipazioni concrete fornite dall’assessore, spicca un progetto di mobilità sostenibile da 5 milioni di euro (già inserito nella programmazione) destinato all’area del mercato settimanale di Enna Bassa, che prevede lo sviluppo di sistemi di collegamento ecologici a zero emissioni tra Enna Alta e Enna Bassa, oltre all’introduzione di servizi di car sharing e smart parking (gestione digitale dei parcheggi tramite app per ridurre il traffico parassita).
Sul fronte energetico, l’amministrazione ha confermato interlocuzioni in corso con grandi player internazionali dell’energia, tra cui la tedesca RWE e l’italiana Edison, per la nascita di comunità energetiche rinnovabili che coinvolgano attivamente il tessuto privato e produttivo locale. Parallelamente, a settembre verrà presentato un progetto nell’ambito del programma europeo Life focalizzato sulla rinaturazione e la resilienza idrica del lago di Pergusa.
L’assessore Sabatino ha espresso la necessità di attivare, già a inizio settembre, specifici programmi di formazione per il personale pubblico. Altrettanto cruciale sarà il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni di categoria: l’economia circolare, è stato ribadito, richiede in primis un cambio di passo culturale, a partire dal consolidamento della raccolta differenziata.
L’analisi dei fatti restituisce l’immagine di un percorso complesso, i cui frutti dipenderanno strettamente dalla capacità della macchina amministrativa di rispettare il cronoprogramma e capitalizzare l’affiancamento dei tecnici europei.
Tuttavia, se questa complessa architettura progettuale dovesse effettivamente tradursi in realtà nei prossimi anni, andrà riconosciuto all’assessore Sabatino il merito di una visione decisamente lungimirante. Scommettere su pilastri strategici come l’energia, la sostenibilità e la gestione delle risorse per ridisegnare la vocazione economica della città, agganciandola direttamente ai tavoli di Bruxelles anziché a logiche di corto respiro, rappresenta un tentativo concreto di emancipare Enna da una storica condizione di marginalità.
A delineare la necessità di questo cambio di paradigma è stato lo stesso Sabatino, definendo chiaramente l’orizzonte oltre le scadenze elettorali: “Noi dobbiamo trovare una vocazione a questa città. Questa città deve creare sviluppo e, per crearlo, i settori chiave sono l’agroalimentare, il turismo culturale, l’energia e l’ambiente. Abbiamo un obiettivo strategico che è quello di trasformare questa città e trasformarla in un’eccellenza. Non facciamo le cose per metterci il marchio e candidarci alle prossime elezioni prossime. Lo facciamo per i nostri figli”.
I prossimi passaggi formali sono attesi tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, quando è prevista a Enna la visita del Direttore della sede romana della Banca Europea per gli Investimenti per validare l’avvio operativo del piano.
Manuela Acqua



