Consiglio comunale di Enna, le minoranze all’attacco: “Ecco perché abbiamo abbandonato l’aula. Arroganza e teatrino politico dalla maggioranza”

Non si placa la tensione politica a Enna dopo l’ultima, infuocata seduta del Consiglio comunale. A seguito delle dichiarazioni del segretario cittadino del Partito Democratico, comparsa sui social, i gruppi consiliari di Enna Futura, MPA e Forza Italia hanno rotto il silenzio con una nota congiunta per “ristabilire una corretta ricostruzione dei fatti” e replicare a quelle che definiscono narrazioni parziali e strumentali.
La scelta di abbandonare l’aula, chiariscono subito i rappresentanti dell’opposizione, è stata una decisione inevitabile di fronte alla sistematica mortificazione del ruolo delle minoranze.
Il primo forte strappo si è consumato durante l’elezione delle cariche di vertice del Consiglio. Secondo quanto denunciato dai tre gruppi, alla minoranza sarebbe stato impedito di intervenire prima del voto per l’elezione del Presidente del Consiglio comunale. “Una decisione incomprensibile e inaccettabile – si legge nella nota – che ha impedito qualsiasi confronto su una carica che dovrebbe rappresentare l’intero Consiglio e non solo chi governa”.
A questo si è aggiunta la scelta della maggioranza di fare bottino pieno, negando la Vicepresidenza all’opposizione. Una mossa che, per Enna Futura, MPA e FI, contrasta nettamente con lo spirito del regolamento comunale e che dimostra la volontà di usare i numeri “non per garantire il corretto funzionamento delle istituzioni, ma per occupare ogni spazio disponibile”.
L’affondo più duro della minoranza si sposta poi sul piano sociale ed economico. L’opposizione aveva infatti presentato un emendamento che prevedeva la destinazione di 20 mila euro per borse di studio a studenti universitari e 23 mila euro per il potenziamento dell’assistenza domiciliare ai disabili.
La proposta è stata però bocciata dall’aula. I gruppi di opposizione mettono a confronto questo rifiuto con i costi della giunta: “la maggioranza ha preferito preservare integralmente le indennità dell’amministrazione, che solo per i prossimi sei mesi graveranno sulle tasche dei cittadini per ben 44 mila euro (e il doppio per gli anni a venire), anziché investire sui giovani e sulle fasce più fragili”.
Il comunicato dipinge un quadro preoccupante anche sul fronte del decoro istituzionale, descrivendo un’aula trasformata in un “teatrino” con interventi della maggioranza sistematicamente sottolineati dagli applausi del pubblico presente.
Ma il picco di tensione avrebbe riguardato il primo cittadino. Enna Futura, MPA e FI parlano apertamente di un comportamento inaccettabile da parte del Sindaco: “con toni minacciosi, voce alterata e il dito puntato contro un consigliere, ha abbandonato il linguaggio istituzionale. Il dissenso politico non può mai diventare intimidazione”.
I gruppi di centrodestra e civici rispediscono al mittente le accuse di irresponsabilità arrivate dal PD: “Chi deve vergognarsi non siamo noi”. La battaglia politica, promettono, continuerà dentro e fuori l’aula: “continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà e responsabilità. Non permetteremo a nessuno di considerare il Consiglio comunale come una semplice camera di ratifica di decisioni prese altrove. Difenderemo le regole, la dignità delle minoranze e gli interessi dei cittadini ennesi”.



