Stadio Gaeta ancora chiuso, l’Enna Calcio attacca il Comune: “Gravi danni economici e sportivi”

La società denuncia le conseguenze del ritardo nella consegna dell’impianto: campagna abbonamenti e sponsorizzazioni ferme, costi per gli allenamenti a Pergusa. Travagin: “Ci riserviamo di tutelare le nostre ragioni nelle sedi opportune“
È scontro tra l’Enna Calcio e l’Amministrazione comunale sulla mancata riconsegna dello stadio “Generale Gaeta”. Con un duro comunicato, la società gialloverde denuncia quelli che definisce “gravi danni economici e sportivi» provocati dal protrarsi dei lavori e annuncia di riservarsi la possibilità di tutelare le proprie ragioni «in tutte le sedi opportune”.
Al centro della contestazione ci sono innanzitutto i tempi dell’intervento di ristrutturazione, messa in sicurezza e ammodernamento dell’impianto. Secondo quanto riportato dalla società, e richiamando i dati esposti nel cartello di cantiere, i lavori sono finanziati dalla Regione Siciliana per 600 mila euro, con un importo a base d’asta di 461.738,80 euro.
Il contratto d’appalto risalirebbe al 27 marzo 2026, mentre la consegna dei lavori sarebbe avvenuta il successivo 1° aprile. La durata prevista dell’intervento era di 150 giorni e il cartello di cantiere indicava il 29 agosto come data prevista per l’ultimazione.
Una scadenza che, secondo l’Enna Calcio, avrebbe dovuto consentire alla squadra di tornare al “Gaeta” prima dell’avvio del campionato di Serie D. Alla data dell’8 settembre, sottolinea invece la società, l’impianto risultava ancora indisponibile.
Il problema, sostiene il club, non sarebbe soltanto sportivo. L’assenza di una sede certa per le partite casalinghe avrebbe impedito alla società di programmare due delle principali voci di entrata della stagione.
“Senza uno stadio certo non si può lanciare una campagna abbonamenti”, afferma l’Enna Calcio, secondo cui l’incertezza sull’impianto nel quale disputare le gare avrebbe reso di fatto impossibile chiedere ai tifosi di sottoscrivere gli abbonamenti.
Analoga, sempre secondo quanto denunciato dalla società, la situazione sul fronte degli sponsor: la mancata certezza sulla sede delle gare avrebbe frenato anche la campagna di raccolta delle sponsorizzazioni.
A questo si aggiungerebbero i costi sostenuti per gli allenamenti. L’Enna Calcio riferisce infatti di essere costretta a utilizzare a pagamento l’impianto di Pergusa, mentre esclude al momento altre soluzioni nel territorio, sostenendo che gli impianti di Calascibetta e Barrafranca non disporrebbero di tribune omologate per garantire la presenza sia del pubblico locale sia di quello ospite.
Particolarmente duro il presidente Giancarlo Travagin, che lega la propria presenza a Enna alle garanzie ricevute per la costruzione di un progetto sportivo e sociale.
“Sono venuto a Enna perché è stato il Sindaco in persona a volermi su questo territorio, dandomi garanzie precise per costruire qui un progetto sportivo e sociale serio. Quella garanzia, ad oggi, è stata disattesa completamente”, afferma Travagin.
Per il presidente non si tratterebbe di una vicenda personale, ma di una questione che investe «la credibilità istituzionale verso chi ha creduto in questa città e ha investito tempo, risorse e reputazione per darle un futuro sportivo».
Da qui l’annuncio della possibile apertura di un contenzioso. “La Enna Calcio S.C.S.D. si riserva sin d’ora di tutelare in ogni sede opportuna le proprie ragioni – si legge nel comunicato – a fronte dei danni economici concreti che questo ritardo ha già causato e continua a causare alla società”.
Nonostante il clima di forte tensione, il club assicura di voler proseguire nel progetto. Travagin annuncia l’individuazione di un nuovo direttore sportivo, il lavoro per rafforzare la struttura dirigenziale e le trattative per portare a Enna calciatori provenienti da categorie superiori.
La chiusura del comunicato è ancora una volta durissima nei confronti della politica locale: “Tutto il mio staff sta lavorando notte e giorno per dare a Enna quella dignità sportiva che, fino ad oggi, la politica non è stata capace di garantire. Lo faremo noi, con o senza l’aiuto di chi avrebbe dovuto darcelo per primo”.
Una presa di posizione che apre adesso un nuovo fronte nei rapporti tra la società gialloverde e Palazzo di Città. Resta da capire quali siano le cause dello slittamento dei lavori, quali siano i nuovi tempi previsti per la consegna del “Generale Gaeta” e quale sarà la risposta dell’Amministrazione comunale alle contestazioni mosse dall’Enna Calcio.



