Giovani e cittadinanza attiva: ad Enna lo scoutismo firma il cambiamento

C’è una sottile ma profonda differenza tra il semplice abitare una città e il viverla davvero, custodendone gli spazi e valorizzandone le potenzialità. È proprio da questa consapevolezza, mista a un pizzico di sana delusione per i troppi angoli urbani lasciati all’abbandono o ridotti a meri luoghi di passaggio, che è nata l’iniziativa “#IMPEGNIamoCI”. Protagonisti di questa piccola rivoluzione cittadina sono i giovani scout del Clan Cittadino (Enna 1 e Enna 3 – Clan La Madrugada e Clan Yggdrasill), che sotto la guida attenta dei loro capi Lorenza, Nunzio e Andrea, hanno deciso di rimboccarsi le maniche per lasciare un segno tangibile sul territorio.
Domenica pomeriggio si è tenuta l’inaugurazione di questo nuovo spazio di socialità: un momento di festa che ha restituito alla comunità un’area rinnovata, trasformata da zona di transito frettoloso a vero e proprio punto di sosta, dialogo e condivisione.
Il progetto nasce da un percorso di riflessione sulla vivibilità urbana. Troppo spesso, infatti, si finisce per lamentarsi di ciò che non funziona, aspettando che qualcun altro intervenga. I ragazzi del Clan hanno preferito la via dell’azione, incanalando il desiderio di riscatto in qualcosa di estremamente concreto: l’installazione permanente di attività ricreative accessibili a tutti.
Non si tratta di grandi opere monumentali, ma di installazioni semplici e quotidiane, capaci però di lanciare un messaggio dirompente. In una società che corre senza sosta, l’invito è quello di fermarsi, sedersi e riscoprire il piacere del gioco e della parola.

L’ideazione e la messa in pratica dell’iniziativa hanno richiesto mesi di fatica, pianificazione e sinergia. Come insegnano i capi scout Lorenza, Nunzio e Andrea, la cura dei dettagli – dalla sicurezza alla scelta dei materiali – non è solo una questione tecnica, ma una forma di rispetto e di amore verso i propri concittadini. L’obiettivo cardine dell’azione è duplice: creare un punto d’incontro gratuito dove bambini, giovani, adulti e anziani possano interagire, abbattendo le barriere dell’isolamento sociale e stimolare la consapevolezza che lo spazio pubblico appartiene a tutti e che ognuno ha il dovere di preservarlo.
Attraverso queste installazioni permanente, che i ragazzi amano definire anche come “La prossima mossa”, il Clan ha dimostrato che le nuove generazioni non sono spettatrici passive, ma motori di cittadinanza attiva.
L’evento di domenica pomeriggio non è stato quindi solo un taglio del nastro, ma la dimostrazione pratica di uno dei motti più celebri dello scoutismo: la promessa di lasciare il mondo un pizzico migliore di come lo si è trovato. La sfida adesso passa nelle mani dell’intera comunità ennese, chiamata a vivere e a custodire questo nuovo spazio di incontro.
Manuela Acqua




