Politica

Il ritorno di “Mirello”: Vladimiro Crisafulli stravince al primo turno ed è il nuovo sindaco di Enna

Una vittoria schiacciante, che sa di storico riscatto politico, ma che riaccende inevitabilmente vecchi e mai sopiti dibattiti. Vladimiro “Mirello” Crisafulli è ufficialmente il nuovo sindaco di Enna. L’ex senatore e storico esponente della sinistra siciliana ha letteralmente sbaragliato la concorrenza, superando ampiamente la soglia del primo turno con un plebiscitario 64,11% dei consensi, traducibili in 9.975 voti assoluti.

Un risultato che non lascia spazio a repliche numeriche, ma che non mancherà di far discutere. Torna infatti alla guida della città una delle figure più polarizzanti della politica isolana, capace di imporsi a capo di una coalizione di centrosinistra costruita su misura ma, ancora una volta, senza il simbolo ufficiale del Partito Democratico sulla scheda. Una situazione che sa di déjà-vu: la verità storica ed elettorale racconta infatti che, esattamente come accaduto 11 anni fa, a Crisafulli il simbolo ufficiale del PD è stato negato dai vertici del partito. Un braccio di ferro che per i detrattori rappresenta l’ennesima dimostrazione di una frattura mai sanata e di un potere personalistico che si muove al di fuori dei canoni tradizionali, mentre per i sostenitori è la prova di come il radicamento dell’uomo sul territorio vada ben oltre i loghi di partito.

Il verdetto delle urne delinea un quadro di netta polarizzazione, dove il principale sfidante di centrodestra, Ezio Massimo De Rose, non è riuscito a scalfire la corazzata di Crisafulli. De Rose si ferma infatti al 32,23% delle preferenze (5.015 voti), raccogliendo la metà dei consensi del neosindaco. Rimane invece totalmente marginale il terzo polo guidato da Filippo Fiammetta, che incassa un modesto 3,66% (569 voti).

A spoglio concluso, il candidato del centrodestra unito e delle liste civiche ha subito riconosciuto l’esito delle urne. De Rose ha telefonato direttamente a Crisafulli per congratularsi e augurargli un proficuo lavoro nell’interesse della città.

“Gli elettori si sono espressi e, come sempre in democrazia, il responso delle urne si rispetta senza riserve. Non abbiamo nulla da rimproverarci: abbiamo proposto un’idea di città moderna, basata sul merito, sulla valorizzazione dell’università, sul rilancio di Pergusa e sulla trasparenza “, ha dichiarato De Rose in una nota ufficiale, ringraziando la sua coalizione, i candidati e i cittadini che hanno creduto nel suo progetto.

Voti Sindaco:

Vladimiro Crisafulli, 9.975 voti pari al 64,11%

Ezio Massimo De Rose, 5.015 voti pari al 32,23%

Filippo Fiammetta, 569 voti pari al 3,66%

Analizzando il voto alle liste emerso dai dati dello scrutinio, si nota immediatamente un dato politico rilevante: la trazione della macchina elettorale di Crisafulli è stata mossa da Enna Democratica, che si attesta come primo partito assoluto della città con uno straordinario 27,03% (4.020 voti). Ottime anche le performance di Democratici e Progressisti (11,61%) e di Sinistra Democratica Torre (9,14%), che hanno blindato il successo del neosindaco.

Nel campo opposto, i numeri aprono la strada a più di una riflessione. Sulla carta, la coalizione a sostegno di De Rose vantava una platea di ben sei liste, tra partiti strutturati dell’area di governo nazionale e sigle civiche (Fratelli d’Italia, Forza Italia, MpA, Noi Moderati, “Fare Comune” ed “Enna Futura”). Eppure, guardando la forbice tra i voti totali raccolti dalle liste di centrodestra e le preferenze reali andate al candidato Sindaco De Rose, il sospetto che qualcosa non abbia funzionato per il verso giusto è forte.

La lista più forte dello schieramento è stata Popolari e Autonomisti (MpA) con il 14,99%, seguita da Enna Futura al 7,91%, Forza Italia al 6,08% e Fratelli d’Italia ferma al 4,77%. Performance che, in alcuni quartieri, lasciano intravedere dinamiche interne non del tutto lineari: il dubbio che la compattezza sbandierata nei comunicati ufficiali abbia ceduto il passo, nel segreto dell’urna, a logiche di “voto disgiunto” o a sotterranei travasi di preferenze verso la macchina da guerra crisafulliana è un’ombra che la coalizione si porterà dietro.

Ciò nonostante, De Rose promette una vigilanza serrata in Consiglio Comunale: “Da domani si apre una nuova pagina. Dai banchi dell’opposizione faremo un lavoro rigoroso, attento, vigile e costruttivo. Non faremo sconti su temi cruciali come la gestione del servizio idrico e lo sviluppo economico, ma saremo pronti a sostenere ogni atto che vada nel reale interesse dei cittadini “.

Il segretario regionale del Pd siciliano, Anthony Barbagallo, ha commentato a caldo ai microfoni di Telecolor: “Il simbolo del Pd a Crisafulli? Siamo un partito, è acqua passata. Adesso bisogna parlare di come si amministra Enna”. Una formula diplomatica che certifica la “pax” politica, ma che per molti suona come una capitolazione del partito davanti al peso specifico di un singolo uomo. Dopo anni di alterne vicende politiche e l’amministrazione uscente di Maurizio Dipietro, Enna sceglie di affidarsi a “Mirello”. Resta da vedere se questa scelta porterà la stabilità promessa o se finirà per riaccendere i vecchi focolai di una gestione che ha sempre fatto discutere l’intera Sicilia.

Manuela Acqua

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