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SiciliAntica celebra San John Henry Newman: Leonforte crocevia del suo cammino di fede

Incastonata in uno dei quartieri più antichi, caratteristici e suggestivi di Leonforte, adagiata in una posizione scenograficamente ammiccante e dominante proprio alle spalle della rotonda e celebre Piazza Margherita, sorge la settecentesca Chiesa di San Giuseppe.

Questo gioiello del patrimonio cittadino riserva al visitatore un felice incontro con la grande arte barocca: la chiesa custodisce infatti i preziosi affreschi di Guglielmo Borremans, il maestro fiammingo che lasciò un’impronta indelebile nella storia figurativa della Sicilia. Ma chiunque varchi la soglia di questo tempio e si soffermi al primo altare a destra, noterà anche un ritratto dal fascino austero e magnetico: l’effigie di un solenne uomo di Chiesa.

Non tutti sanno che proprio il 9 ottobre il calendario liturgico celebra la memoria di questo gigante della fede: San Giovanni Enrico Newman (1801-1890), cardinale, teologo di fama mondiale e riconosciuto tra i più importanti Padri della Chiesa dell’era moderna.

Ma c’è un dettaglio ancora più straordinario e sconosciuto ai più: il cammino spirituale che condusse questo celebre intellettuale britannico dall’anglicanesimo all’abbraccio con la Chiesa Cattolica vide la sua scintilla decisiva proprio a Leonforte.

Un viaggio in Sicilia e l’ombra della malattia

È la primavera del 1833. Il giovane teologo anglicano John Henry Newman si trova impegnato in un lungo Grand Tour nel Mediterraneo. Affascinato dalla bellezza classica e dai paesaggi incontaminati della Sicilia, decide di addentrarsi nell’interno dell’isola — un’impresa che all’epoca si presentava ardua e non priva di incognite e insidie.

Nel maggio di quell’anno, giunto nella cittadina dei Branciforte, la sorte del futuro santo sembra improvvisamente vacillare: Newman viene colpito da una violenta epidemia di febbri tifoidee che lo costringe a un letto di dolorosa degenza. Trovò ricovero e assistenza in un’abitazione situata ad appena poche decine di metri dalla Chiesa di San Giuseppe.

Per giorni e settimane, sospeso tra la vita e la morte nel cuore dell’entroterra siciliano, il giovane pensatore visse un’esperienza estenuante di sofferenza fisica e di profonda angoscia interiore.

La “notte oscura dell’anima” e la svolta leonfortese

Fu proprio durante quelle drammatiche giornate di delirio e solitudine a Leonforte che avvenne una radicale trasformazione spirituale. Nel pieno della malattia, tormentato da un doloroso senso di indegnità ma al contempo confortato da una misteriosa e viva percezione della Grazia divina, Newman ripeteva a se stesso e al suo fedele servitore una frase destinata a rimanere celebre nella storia della letteratura cristiana:

«Non devo morire, perché non ho peccato contro la luce; sì, ho una missione da compiere.»

Le sofferenze patite tra le vie leonfortesi non furono soltanto una tremenda prova fisica, ma rappresentarono per Newman una vera e propria “notte oscura dell’anima”. Fu qui che la Grazia scavò nel fondo della sua coscienza, spogliandolo di ogni certezza dottrinale pregressa e accendendo in lui il desiderio insopprimibile della Verità.

Poco dopo la faticosa guarigione e il ritorno in Inghilterra, Newman avrebbe composto uno dei suoi inni più famosi e toccanti, Lead, Kindly Light (Guidami, luce gentile), le cui prime strofe nacquero idealmente proprio dal buio di quelle ore trascorse a Leonforte. Quel travaglio interiore lo avrebbe guidato, dodici anni più tardi (nel 1845), all’ingresso ufficiale nella Chiesa Cattolica, fino alla solenne canonizzazione proclamata nel 2019.

L’impegno di SiciliAntica: custodire e valorizzare l’identità del territorio

Ancora una volta, in occasione della ricorrenza del 9 ottobre, l’associazione SiciliAntica (Comprensorio di Assoro, Leonforte, Nissoria) ha voluto rievocare e celebrare la figura di questo gigante della cultura e della fede universale.

L’effigie custodita nella Chiesa di San Giuseppe non è soltanto un’opera d’arte da ammirare tra le pennellate del Borremans, ma la testimonianza tangibile di un passaggio storico indelebile: Leonforte non è stata una semplice tappa geografica nel viaggio di Newman, bensì il vero crocevia spirituale in cui la sua vita è cambiata per sempre.

Riscoprire e valorizzare queste pagine di storia significa ridare voce e dignità al patrimonio artistico e immateriale locale, ricordando a residenti e visitatori che le vie del nostro territorio sono state teatro di eventi dal respiro e dalla risonanza mondiale.

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