Politica

Scillia risponde ai consiglieri Bruno e Fussone

Mi dispiace per i consiglieri Bruno e Fussone, ma di certo non posso accettare il consiglio – costruttivo quanto la loro politica – di dimettermi, sulla scorta di ragioni che, francamente, ritengo intellettualmente poco oneste. Al contrario di molti altri, che di fronte alle difficoltà credono che la fuga possa essere una soluzione, io preferisco andare avanti, laddove ritengo di avere delle buone ragioni. Di certo, devo ammettere che di musica non sono un esperto, ma è altrettanto certo che il consigliere Fussone non sa leggere le note dello spartito che si vanta di avere in mano.
All’inizio del mio Assessorato mi sono trovato a gestire una situazione di emergenza, vuoi per il proliferare del fenomeno randagismo, vuoi per l’inefficacia delle soluzioni sino ad allora suggerite da chi vanta esperienza, soluzioni rivelatesi fallimentari da un punto di vista economico e gestionale. Oggi quindi, mi fa sorridere sapere che le critiche provengono proprio da chi, fino a poco tempo fa, aveva ampi poteri sulla gestione della problematica, da chi ha avuto la possibilità di determinare la gestione di un budget di gran lunga superiore a quello che io ho avuto a disposizione, da chi per un possibile conflitto di interessi, qualche distanza dall’argomento dovrebbe prenderla.
Da amministratore, quando ho cominciato a lavorare sul randagismo, mi sono trovato di fronte due ostacoli: un elevato rischio di azioni illecite, dovute ai benefici economici concessi e i costi elevatissimi di un canile in cui vengono accolti i randagi del territorio di Enna. E’ opportuno ricordare che chi adotta un randagio, oltre ad avere il cane gratuitamente sterilizzato e microcippato, ottiene anche un incentivo fiscale, in quanto paga in maniera ridotta la tassa dei rifiuti. Ebbene, in passato si è registrato un alto numero di adozioni ma il numero dei cani presenti in canile è rimasto costante. Questo dato, insieme alle numerosi segnalazioni pervenute e alle perplessità formalmente sollevate da altre istituzioni, ha portato ad assumere una politica più rigida sia rispetto alle adozioni, sia per la concessione dei benefici. Insomma si è deciso di cambiare musica. Da qui è nata la scelta di incentivare altre forme di lotta al randagismo come la campagna di sterilizzazione dei cani padronali – volta a una incisiva riduzione delle cucciolate indesiderate – che ha riscosso numerose adesioni, e una forma di adozione più controllata ed esclusivamente indirizzata ai cani del canile. Perché un’idea ce la siamo fatta: non è che qualche furbetto per ottenere i benefici economici concessi, fa passare il proprio cane per un randagio trovatello? Forse questo potrebbe spiegare perché il numero dei cani presenti nel canile non diminuisca nonostante le tante adozioni e questo, caro consigliere Fussone, carte alle mani, è un dato che la sua esperienza non ha ancora ben interpretato. Parallelamente, ho avviato la progettazione di un canile comunale con Project Financing, la cui realizzazione è a costo zero per il Comune e che si basa su una gestione, le cui entrate economiche per la struttura, sono inversamente proporzionali al numero di randagi del Comune di Enna esistenti sia dentro che fuori il canile. Per cui un canile, la cui economia è in linea con la riduzione del fenomeno randagismo. Non ho mai tollerato che negli ultimi 20 anni una spesa di 300/400 mila euro l’anno si dirigesse fuori provincia piuttosto che creare un indotto economico ad Enna, producendo sviluppo e ricchezza.
E al di là delle fandonie di chi oggi mi accusa, Il progetto è pronto ed è stato formalmente depositato dal 20.7.18. I ritardi avuti nella realizzazione, rispetto ai tempi previsti, sono legati all’approvazione ultima del PRG da parte della Regione a causa del fatto che, tra il luogo di realizzazione del canile e la zona boschiva, erroneamente risulta una distanza inferiore a quella prevista dalla legge; osservazione già sollevata e per la quale non ci saranno problemi.
Credo quindi che ho gestito il fenomeno portando avanti azioni concrete che sono ancora in corso, dopo anni di oscurantismo e immobilismo, quando la progettualità portata avanti, da chi si vanta di essere un esperto in materia, ha soltanto fatto lievitare i costi senza nessun risultato. Per cui cari consiglieri anche se la musica non vi piace purtroppo dovete stare a sentirla.

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