Politica

Pietraperzia (En), l’opposizione contro la celebrazione di Italo Balbo in Piazza Matteotti: “La memoria democratica merita rispetto”

È durissima la presa di posizione dei consiglieri comunali di opposizione di Pietraperzia dopo la cerimonia che si è svolta il 14 ottobre in Piazza Matteotti, in occasione della scopertura di una targa marmorea riportante le precedenti denominazioni della piazza.

Al centro della contestazione c’è il rilievo che, secondo i consiglieri Silvia Romano, Paola La Monica, Giovanni Emma e Luana Chiolo, sarebbe stato attribuito nel corso dell’iniziativa alla figura di Italo Balbo, tra i principali esponenti del fascismo.

“Non possiamo nascondere lo sdegno e la profonda indignazione per quanto accaduto”, affermano i quattro consiglieri, secondo i quali la vicenda “solleva una questione politica, storica e morale che non può essere liquidata come una semplice iniziativa commemorativa o toponomastica di interesse turistico”.

A rendere la questione ancora più delicata, per l’opposizione, è proprio il luogo scelto per la cerimonia.

“Siamo a Piazza Matteotti, non in un luogo qualsiasi – sottolineano –. Siamo in uno spazio pubblico intitolato a Giacomo Matteotti, assassinato dai sicari fascisti per la sua opposizione alla dittatura e per la sua coraggiosa difesa della libertà e della democrazia”.

Da qui l’interrogativo posto dai consiglieri: “Come si può non avvertire la contraddizione tra la memoria di Matteotti e la valorizzazione pubblica di una figura di primo piano del fascismo?”.

L’opposizione precisa di non voler contestare la ricostruzione della storia locale né la possibilità di ricordare le precedenti denominazioni della piazza. Il problema, sostengono, riguarda il modo in cui quella memoria viene rappresentata.

“La storia va conosciuta, non celebrata in modo acritico. Raccontare il passato significa anche contestualizzarlo, riconoscerne le responsabilità e rispettare la memoria di chi ha pagato con la vita la lotta contro il fascismo”.

Alle critiche sul piano storico e politico si aggiungono quelle relative al metodo seguito dall’Amministrazione comunale.

I consiglieri riferiscono di essere stati informati soltanto il giorno precedente alla cerimonia, attraverso una Pec inviata nella tarda mattinata del 13 ottobre. Nell’invito, spiegano, sarebbe comparsa genericamente la dicitura “scopertura targhe”, senza indicazioni dettagliate sul significato dell’iniziativa e sui contenuti della cerimonia.

“Non è questo il modo in cui si garantiscono trasparenza e rispetto istituzionale nei confronti di chi rappresenta una parte della cittadinanza”, affermano.

Secondo l’opposizione, inoltre, la questione era già emersa alcuni mesi prima e, dopo le perplessità manifestate, sembrava non aver avuto seguito.

“Nulla lasciava presagire che si sarebbe arrivati, a distanza di tempo, a una cerimonia pubblica di questo tipo, senza che fossimo messi preventivamente nelle condizioni di conoscerne con chiarezza contenuti e finalità”.

I quattro consiglieri annunciano adesso la volontà di chiedere chiarimenti sia all’Amministrazione comunale sia al Prefetto.

La richiesta riguarderà gli atti che hanno autorizzato l’installazione della targa marmorea, le modalità di promozione dell’iniziativa e la documentazione relativa alla cerimonia.

“Non anticipiamo giudizi sulla regolarità amministrativa senza aver esaminato gli atti – precisano –. Ma sul piano politico e istituzionale riteniamo di dover essere inequivocabili: la memoria di Giacomo Matteotti, il sacrificio di chi si oppose al fascismo e i valori della democrazia costituzionale non possono essere trattati con superficialità”.

La conclusione dell’opposizione è netta: “Pietraperzia merita rispetto per la propria storia. Matteotti merita rispetto per il sacrificio compiuto. La memoria democratica non può essere subordinata a iniziative che rischiano di oscurare il significato storico e morale dei luoghi pubblici”.

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