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Open! Studi Aperti 2026: il 9 e 10 ottobre l’architettura incontra il pubblico

Il 9 e 10 ottobre 2026 torna Open! Studi Aperti, l’iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che dal 2017 porta l’architettura fuori dagli studi professionali e la avvicina al grande pubblico.

Per due giornate, studi professionali, Ordini e luoghi delle città di tutta Italia diventano spazi aperti a cittadini, professionisti e istituzioni, dando vita a un grande evento diffuso sul territorio nazionale. Un’occasione per favorire un rapporto più diretto tra professione e società e raccontare il contributo dell’architettura alla qualità dei luoghi in cui viviamo.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Architettura Condivisa”, un invito ad aprire il progetto al dialogo e alla partecipazione, mettendo in relazione competenze, esperienze e differenti modi di vivere, percepire e attraversare lo spazio.

«Abbiamo voluto affrontare quest’anno il tema dell’inclusione e della città per tutti, approfondendo anche gli strumenti normativi e di pianificazione, come i piani urbanistici per l’inclusività, capaci di contribuire a ridefinire lo spazio urbano affinché sia accessibile, sicuro e fruibile da tutti, attraverso il superamento delle barriere fisiche, sociali e di genere – spiega l’Arch. Leonardo Russo, Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Enna. – La pianificazione contemporanea non può più considerare lo spazio come neutro, ma deve interpretarlo alla luce della diversità umana e delle differenti esigenze delle persone.

Lo spazio urbano, infatti, non è neutro: condiziona l’esperienza quotidiana delle persone e può, in alcuni casi, amplificare le disuguaglianze, soprattutto per chi vive una condizione di disabilità. Ripensare la città significa quindi interrogarsi su come l’ambiente che ci circonda possa diventare più accessibile, flessibile e inclusivo, capace di accogliere le molteplici forme della diversità umana. L’applicazione della normativa nel campo dell’architettura inclusiva rappresenta, in questo senso, una delle sfide più significative per architetti, ingegneri, geometri e per tutti i professionisti coinvolti nella trasformazione dello spazio costruito. Le norme e le direttive costituiscono strumenti indispensabili per garantire l’accessibilità, ma tradurle in soluzioni progettuali concrete richiede competenza, consapevolezza e una profonda comprensione delle esigenze delle persone con disabilità».

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