Enna a un passo dal futuro, con i piedi ben impantanati nei vecchi vizi

Vediamo di fare un po’ il punto di questi primi tre mesi della nuova amministrazione ennese, da ossevatori esterni e privi di informazioni diverse da quelle che pubblicano la stampa o i social.
Iniziamo con la goliardica presa della bastiglia notturna, buona per un reel ma onestamente sopra le righe e poco rispettosa delle istituzioni; noi non ci siamo divertiti.
Continuiamo con l’adeguamento al massimo delle indennità degli amministratori, scelta legittima ma altrettanto fuori luogo, tenuto conto che in parte adesso ma soprattutto a regime, graverà sulle tasche dei cittadini; ognuno fa come gli pare, certo, però se il primo gesto amministrativo è pensare alla propria tasca, allora anni di grillismo e di tentativi di moralizzazione della politica non hanno prodotto nulla; mi sa che in effetti, in comune con i 5 stelle, costoro hanno l’idea di aprire la scatola di tonno e mangiarselo tutto.
Si prosegue con l’inguardabile inaugurazione illegale di piazze e strade, corredata da foto opportunty e fasce tricolori a bizzeffe, senza curarsi della regolarità delle procedure, e che sarà mai, l’importante è affermare gli antichi valori antifascisti e partigiani.
Ancora, polemiche a tutto campo con tutti, Soprintendenza, Prefettura e presunti poteri “forti” che ostacolerebbero la crescita della nostra città, ma adesso si cambia registro, ci faremo rispettare costi quello che costi!
Poi, certamente, ripudiamo la guerra: certo, potremmo mai condividerla? Ci mancherebbe altro, loro ripudiano e noi pure, andiamo avanti felici e contenti.
Andiamo avanti, autodromo di pergusa, governance nuova di zecca, revoca di quello che si è bocciato quando si era opposizione ed approvazione di quello che non si poteva approvare quando il governo era di altri: complimenti per la coerenza, ma ora con questa struttura che si fa?
Ricche offerte per “privati”, da scegliere ovviamente con gare ad evidenza pubblica, magari con un solo partecipante, come si conviene quando le cose si fanno “per bene”; vedremo.
Inoltre, vediamo quanto vale sul mercato la società in house per la raccolta dei rifiuti, colpevole di aver lavorato efficientemente, di aver pagato puntualmente gli operai, di aver fatto conseguire i primi posti in classifica del Comune di Enna quale amministrazione virtuosa nella percentuale di riciclo, nonché anche di aver fatto sensibilmente abbassare le tariffe per i cittadini: vediamo a quanto la possiamo vendere, in tutto o in parte, per accogliere capitali privati, fare assunzioni, aumentare i costi, piazzare qualche dirigente e accontentare le fameliche bocche clientelari (do you remember ATO ENNAEUNO? Ancora c’è un debito di circa 100 milioni che grava su tutti i comuni della provincia…).
E poi, la botta da fuochi d’artificio: facciamo l’aeroporto, vediamoci subito, lo vedete che Catania chiude ogni due per tre? Ecco l’occasione per il territorio, questa è la svolta che aspettavamo, posti di lavoro (attrezzarsi per la selezione nelle segreterie politiche) a gogò e finalmente anche su queste lande splenderà il sol dell’avvenire.
Già, l’aeroporto, come non averci pensato prima?
La memoria purtroppo è corta, perché oltre ai disastri di ATO RIFIUTI, non dimentichiamo il parco tematico di Regalbuto, sogni di una Disneyworld nostrana miseramente naufragati, ma utili per qualche campagna elettorale, con annesse promesse mai mantenute.
Certo, sognare non costa nulla e la nostra gente, ormai rassegnata al circenses senza panem (al massimo qualche arancino da sagra), sogna il risveglio della città più bella e più ricca.
Ma dei volgari problemi quotidiani ne vogliamo parlare? Dell’acqua più cara d’Italia che, come la benzina, non è per nulla democratica, ma colpisce tutti allo stesso modo, chi se lo può permettere e chi no, danneggiando imprese ed artigiani molto più di un presunto “prezzi troppo alti degli esercizi, facciamo uno sconto e la gente uscirà”.
Su questo tema non una parola, il santuario economico non si tocca, serve anche quello come bancomat elettorale-clientelare e chi può si arrangi.
E le classiche buche nelle strade? E il traffico ingovernabile? E il cimitero sporco? Nessuno più si lamenta, ma non ci pare sia cambiato molto, tranne la narrazione fantasmagorica di una città a un passo dal futuro ma ben impantanata nei vecchi vizi di certa politica
A noi questo appare un incubo e non sarà mai presto quando potremo risvegliarci.
Paperinik



