Diodoro Siculo torna al centro del dibattito internazionale: il 21 e il 22 novembre ad Agira studiosi a confronto sui grandi enigmi dell’antichità

Esiste un nucleo di verità dietro i miti che da millenni affascinano l’umanità? C’è ancora una memoria del passato remoto nascosta nei miti dell’antichità? Le tradizioni tramandate per millenni possono conservare tracce di eventi reali, migrazioni, trasformazioni ambientali e civiltà dimenticate?
Da queste domande prende vita il prestigioso incontro culturale promosso dalla Fondazione Franzone, in
collaborazione con l’UNESCO e il Comune di Agira, che il 21 e 22 novembre 2026 trasformerà la città natale del grande storico siciliano, in un laboratorio di confronto tra discipline umanistiche e scientifiche. L’iniziativa nasce per riportare all’attenzione del grande pubblico la straordinaria eredità di Diodoro Siculo, autore della Biblioteca Storica, una delle opere più importanti per la conoscenza del mondo antico. Nei suoi scritti confluiscono tradizioni provenienti dall’Egitto, dal Nord Africa e dall’intero Mediterraneo: racconti di sovrani civilizzatori, cataclismi, terre scomparse, Amazzoni e Atlantidi che ancora oggi alimentano il dibattito tra studiosi. L’originalità del progetto risiede nel metodo. Nessuna teoria da dimostrare, nessuna tesi da sostenere a priori. Archeologi, storici, egittologi, geologi e specialisti di diverse discipline saranno chiamati a verificare, ciascuno con gli strumenti della propria competenza, quali elementi delle testimonianze raccolte da Diodoro possano trovare riscontro nelle conoscenze scientifiche contemporanee.
Il programma della prima giornata affronterà due grandi temi: il ruolo dell’antico Egitto come custode della memoria delle origini e le enigmatiche tradizioni sulle Amazzoni e sugli Atlantidi tramandate nel Mediterraneo antico. Un percorso che intreccia storia, archeologia, geografia, ambiente e antropologia, mettendo in dialogo saperi differenti per comprendere quanto del passato possa sopravvivere nelle narrazioni tramandate attraverso i secoli. La seconda giornata sposterà la ricerca dai libri al territorio, con un itinerario archeologico nei luoghi di Agira legati alla figura dello storico e una visita a Palazzo Manmano, dove sono conservate testimonianze e documenti riferibili alla sua memoria. Un percorso che collega idealmente il mondo antico alla Sicilia contemporanea.
In un Mediterraneo che per millenni è stato teatro di cambiamenti climatici, migrazioni e scambi culturali, i racconti conservati da Diodoro potrebbero rappresentare non soltanto un patrimonio letterario, ma anche una chiave per comprendere come le società antiche abbiano tramandato il ricordo del proprio passato.
Per due giorni Agira diventerà così il punto d’incontro tra storia, scienza, memoria e mito, riportando al centro del dibattito culturale uno degli autori più importanti dell’antichità e interrogando, attraverso le sue pagine, le grandi domande ancora aperte sulle origini della civiltà mediterranea.



