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Bike sharing. Fruizione gratuita da 45 a 5 minuti. Una follia secondo il consigliere Scillia

Il 3 giugno scorso è ripartito il servizio di bikesharing in città ed i primi di luglio è stata finalmente installata la nuova stazione per le bici in zona centro.

Tutto ottimo non c’è che dire, se non per un piccolo particolare che, a mio avviso, poi così piccolo non è. Sto parlando della diminuzione della fruizione gratuita del servizio da 45 a 5 minuti.

Questa scelta, in tutta onestà, non mi trova d’accordo perché, pur sposando l’idea che i minuti andassero diminuiti, credo che questo passaggio da 45 a 5 sia stato eccessivamente azzardato.

Dicevo, una diminuzione andava fatta, ma graduale, per cercare di trovare il punto di equilibrio tra domanda e offerta, così come ci raccomanda la legge economica.

Quando lo scorso luglio ho inaugurato il servizio bike sharing, la decisione dei 45 minuti gratuiti è stata attuata per stimolare i cittadini ad utilizzare il servizio. E la risposta c’è stata. Posso affermare che si è registrato un successo di adesioni, basti pensare che a meno di due mesi dall’inaugurazione sono stati oltre 500 gli utenti che hanno installato nel loro smartphone l’app youBike.

Ad oggi, in tutta onestà, non vedo più le biciclette girare per la città e forse, quindi, qualche riflessione in merito andrebbe fatta. Cosa bisognerebbe fare? Mi ripeto: bisognerebbe individuare il punto di equilibrio che non lo si trova certamente passando repentinamente da 45 a 5 minuti. Dunque, partire, per esempio, portando il tempo di gratuità a 30 minuti, analizzare i dati e chiedersi: rispetto a quando i minuti gratuiti erano 45, oggi che sono 30, il numero di utenti è lo stesso? È aumentato? È diminuito? Risulterà evidente che se il numero di persone è aumentato, allora si potrà procedere a ridurre ulteriormente il tempo gratuito, ma se dovesse risultare che l’utenza è diminuita (se non addirittura sparita), si dovrebbe accettare che ancora i tempi non sono maturi per una diminuzione.

Si tratta semplicemente di applicare una legge di mercato.

Il passaggio deve sempre essere graduale, passando da un estremo ad un altro non si potrà mai capire qual è il punto di equilibrio ed il risultato finale sarà il non utilizzo del bike sharing e un passo indietro in quel cammino che era stato avviato verso una mobilità alternativa e sostenibile.

Biagio Scillia

Consigliere comunale

 

 

 

 

 

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