Aquile Randagie, a Enna la memoria dello scautismo che sfidò il fascismo

Il 27 ottobre al Teatro Neglia l’incontro che conclude le celebrazioni per i 60 anni del Gruppo Scout Enna 1. Al centro la storia degli scout che continuarono clandestinamente le loro attività durante il regime fascista.
Sessant’anni di cammino, generazioni cresciute con il fazzolettone al collo e una Promessa capace di attraversare il tempo. Il Gruppo Scout Enna 1 conclude le celebrazioni per il suo sessantesimo anniversario con un appuntamento che affonda nelle radici dello scautismo e, insieme, in una delle pagine più intense della storia italiana.
Martedì 27 ottobre, alle 18.30, il Teatro Francesco Paolo Neglia di Enna ospiterà “Aquile Randagie. Gli scout che si ribellarono al fascismo 1928-1945”, un incontro a ingresso libero dedicato alla storia di quei giovani che, durante la dittatura, scelsero di non rinunciare allo scautismo e ai suoi valori.
Nel 1928 Mussolini soppresse lo scautismo. Alcuni scout di Milano e Monza decisero però di continuare clandestinamente le proprie attività. Nacquero così le Aquile Randagie, protagoniste di una resistenza durata diciassette anni, sorretta dalla volontà di “durare un giorno in più del fascismo”.
Dietro quella scelta non c’era soltanto il desiderio di continuare a incontrarsi o a vivere l’esperienza scout. In un tempo segnato dall’obbedienza imposta e dal controllo, continuare a educare alla libertà, alla responsabilità e al servizio significava compiere un gesto profondamente controcorrente.
Nel 1943 le Aquile Randagie contribuirono alla nascita dell’OSCAR, organizzazione che aiutò oltre duemila persone perseguitate dal regime, accompagnandole verso la Svizzera. Dopo la Liberazione, molti di quei giovani parteciparono alla rinascita dello scautismo in Italia.
A raccontare quella vicenda sarà Emanuele Locatelli, scout e divulgatore della storia delle Aquile Randagie, curatore di diverse pubblicazioni sul tema. La serata unirà storytelling, testimonianze e contributi multimediali, con uno sguardo che dal passato proverà a interrogare anche il presente.
Per il Gruppo Scout Enna 1 l’appuntamento chiude un anniversario importante, ma non vuole essere soltanto una celebrazione. Il richiamo è rivolto a tutti coloro che, almeno una volta nella vita, hanno pronunciato la Promessa scout.
“Una volta scout, sempre scout” assume così un significato che va oltre il ricordo. È il legame tra generazioni diverse, tra chi oggi porta il fazzolettone e chi lo ha fatto molti anni fa, tra chi vive lo scautismo nel presente e chi ne conserva ancora il segno nella propria formazione.
Sessant’anni di scautismo a Enna diventano allora anche un’occasione per guardare oltre la storia di un singolo gruppo. Le vicende delle Aquile Randagie ricordano quanto la libertà possa dipendere dalle scelte individuali, dalla capacità di non piegarsi e dalla fedeltà a valori che, in alcuni momenti della storia, hanno richiesto coraggio.
Fare memoria significa anche questo: ricordare chi ha tracciato la pista prima di noi e comprendere quanto possa pesare, ancora oggi, una Promessa fatta molti anni prima.



