Varie

Economia ennese a due velocità: volano export e start-up, ma calano occupazione e imprese attive. Università, il 56,4% dei diciannovenni si immatricola

Il presidente della Camera di Commercio Albanese: “Trasformare i segnali positivi in opportunità concrete di sviluppo, sostenendo le imprese e rafforzando la competitività del territorio, creare le condizioni affinché i giovani possano formarsi, crescere professionalmente e trovare opportunità di realizzazione anche nella loro terra”

Export in crescita, positivo l’andamento delle start-up innovative, in aumento depositi bancari e risparmio postale. Nel complesso, 5indicatori su 10 evidenziano per la provincia di Enna una performance superiore alla media nazionale. L’economia della provincia di Enna presenta un quadro congiunturale caratterizzato da dinamiche differenti, con alcuni indicatori che evidenziano performance superiori alla media nazionale e altri che richiamano la necessità di interventi mirati a sostegno del tessuto produttivo e occupazionale. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio degli indicatori congiunturali provinciali, diffuso a fine ottobre, e dall’analisi realizzata dal centro studi dell’Istituto “G. Tagliacarne” su dati delle Camere di Commercio, che mette a confronto l’andamento dell’economia ennese con quello nazionale attraverso dieci parametri rappresentativi del sistema imprenditoriale, del lavoro, dell’innovazione, del credito e dei consumi.

Tra i dati più significativi spicca la crescita delle esportazioni, che registrano un incremento del 26,4% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte del +4,5% nazionale. Un risultato che segnala una maggiore capacità delle imprese del territorio di intercettare opportunità sui mercati esteri. Positivo anche l’andamento delle start-up innovative, in aumento del 13,3%, rispetto alla flessione del 5% registrata a livello nazionale. Crescono inoltre del 14,5% le istituzioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, contro il +10,9% nazionale, confermando una dinamica di sviluppo anche nell’ambito del Terzo settore.

Segnali favorevoli arrivano dal sistema del credito: i depositi bancari e il risparmio postale aumentano del 5%, mentre i prestiti alle attività economiche registrano un incremento del 5,8%, entrambi con valori superiori alle rispettive medie nazionali. Sul fronte delle previsioni occupazionali, le entrate programmate dalle imprese per il periodo ottobre-dicembre 2026 crescono dell’1,1%, pur rimanendo al di sotto della variazione nazionale del 2,5%.

Accanto a questi elementi positivi, il monitoraggio evidenzia alcune criticità. Le imprese attive diminuiscono dell’1,1%, rispetto al -0,8% nazionale, mentre il numero degli occupati registra una flessione del 2,5%, in controtendenza rispetto alla crescita dello 0,6% rilevata in Italia. Aumentano inoltre del 24,1% le ore di cassa integrazione guadagni, a fronte di una riduzione nazionale del 18,7%. Negativo anche l’andamento delle transazioni immobiliari, in calo dello 0,9%, mentre a livello nazionale si registra una crescita del 4,4%.

“Sono numeri che ci danno una fotografia che merita di essere letta con attenzione, senza sottovalutare le difficoltà, ma riconoscendo anche le potenzialità che il territorio sta esprimendo. La crescita delle esportazioni, delle start-up innovative e del credito alle attività economiche rappresenta un segnale importante della capacità del sistema locale di reagire e di costruire nuove prospettive”, dice Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio di Enna. “Allo stesso tempo – prosegue Albanese – non possiamo ignorare la flessione dell’occupazione, la riduzione delle imprese attive e l’aumento del ricorso alla cassa integrazione. Sono indicatori che richiedono un impegno condiviso da parte delle istituzioni, delle associazioni di categoria e di tutti gli attori economici e sociali. La crescita deve tradursi in lavoro stabile, nuove iniziative imprenditoriali e maggiori opportunità per i giovani. Come Camera di Commercio – sottolinea il presidente – continueremo a svolgere il ruolo di accompagnamento e supporto alle imprese, promuovendo innovazione, internazionalizzazione, accesso al credito e valorizzazione delle competenze. La sfida è fare in modo che i segnali positivi registrati possano consolidarsi e diventare una leva strutturale di sviluppo”.

Sul fronte dell’istruzione, i dati nella provincia di Enna offrono un quadro articolato, con elementi di interesse per la formazione universitaria e le competenze scientifiche e tecnologiche, ma anche alcune criticità. Secondo il monitoraggio degli indicatori territoriali, nell’anno accademico 2025-2026, la percentuale di immatricolati all’università sulla popolazione residente di 19 anni si attesta al 56,4%, la provincia di Enna si colloca al 57° posto nella graduatoria provinciale. Nell’anno accademico precedente era al 24° posto, il miglior risultato registrato negli ultimi sei anni.

Un dato particolarmente significativo riguarda la formazione universitaria nelle discipline scientifiche e tecnologiche. La percentuale di immatricolati ai corsi di studio del gruppo Stem sul totale degli immatricolati raggiunge, infatti, il 43,4%, consentendo alla provincia di Enna di collocarsi al 12° posto nella graduatoria provinciale a livello nazionale. Per quanto riguarda l’istruzione secondaria superiore, gli studenti iscritti agli istituti tecnici rappresentano il 24,9% del totale degli studenti delle scuole superiori, con il 103° posto in graduatoria. La percentuale di studenti iscritti alle scuole paritarie sul totale degli iscritti alle scuole di ogni ordine e grado è pari allo 0,2%, con il 103° posto.

Tra gli altri indicatori, la quota di popolazione tra i 25 e i 49 anni con al massimo la licenza di scuola secondaria di primo grado si attesta al 33,5%, collocando Enna al 97° posto. Sul fronte della mobilità universitaria, il 14,8% degli immatricolati sceglie un’università al di fuori della regione di residenza, dato che posiziona la provincia al 29° posto nella graduatoria.

“E’ fondamentale rafforzare il collegamento tra scuola, università e mondo delle imprese. La formazione – afferma Albanese – non può essere considerata un comparto separato dalle dinamiche economiche: è una condizione essenziale per accrescere la competitività delle aziende, favorire l’innovazione e rispondere alla domanda di professionalità qualificate. Dobbiamo lavorare affinché i giovani possano trovare nel nostro territorio non soltanto occasioni di formazione, ma anche concrete prospettive occupazionali e imprenditoriali. La sfida per tutti – sottolinea è quella di costruire un sistema territoriale capace di trattenere e valorizzare il capitale umano. L’istruzione resta una leva strategica delle politiche di sviluppo locale, puntando sul rafforzamento delle competenze, sull’orientamento dei giovani e su una maggiore integrazione tra percorsi formativi e fabbisogni del tessuto imprenditoriale”, conclude Albanese.

Mostra altro

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
error: Contenuto Protetto!
Close
Close