Lago di Pergusa. Come preservarne la sua salute?

Se n’è discusso in un tavolo tecnico convocato dal presidente del Libero Consorzio, Piero Capizzi
Mantenere e monitorare il livello idrico del lago di Pergusa, oggi in un buono stato di salute, grazie ad un’annata invernale particolarmente generosa di acqua, è un compito precipuo del Libero Consorzio Comunale di Enna, ente gestore della riserva. Ed è proprio su questa particolare esigenza che il presidente del Libero Consorzio comunale, Piero Capizzi ha voluto confrontarsi in un tavolo tecnico preliminare a cui hanno preso parte, il vice Sindaco di Enna, Francesco Comito accompagnato dai tecnici comunali, il geometra Filippo Murgano per il Genio Civile, l’ingegnere Alessandro Dottore di Acquaenna, l’ingegnere Enrico Argento per Siciliacque, l’ingegnere Andrea Girolamo Cicero di Enel Green power ente gestore dell’Ancipa oltre che il dirigente del IV settore, l’ingegnere Gaetano Alvano, il responsabile della riserva di Pergusa, l’agronomo Antonio Aveni e l’esperto del presidente, già funzionario dell’Ente, Andrea Scoto. La riunione prende le mosse dalle ultime notizie circolate in diversi ambienti oltre che sulla stampa locale dell’acqua in esubero alla diga dell’Ancipa e della sua possibile rimmissione a Pergusa, replicando tra l’altro l’azione compiuta nel 2003/2004. Allora oltre 1 milione e mezzo di metri cubi di acqua furono immessi nel bacino lacustre restituendo al lago vitalità. Condizione di benessere che rimase a lungo. Per rivedere il lago quasi asciutto sono dovuti trascorre oltre 20 anni complice il cambiamento climatico e le alte temperature, anche fuori stagione, registrate nelle scorse annate. Oggi il lago ha un livello idrico accettabile ma ci si interroga su come mantenerlo e come preservarlo. Da un primo approccio relativamente all’idea di utilizzare l’acqua in esubero della diga dell’Ancipa sono emersi subito problemi sia di ordine tecnico che amministrativo. L’ingegnere Cicero dell’ente gestore della diga Ancipa smentisce di fatto portate in eccesso e specifica inoltre gli utilizzi dell’acqua solo per usi idropotabili. Sicilacque, gestore della rete idrica di distribuzione dell’acqua potabile aggiunge anche che le acque in rete sono clorate e quindi incompatibili con le caratteriste ecologiche del Lago. Rimane poi il tema dell’opportunità come sottolineato dal geometra Filippo Murgano del Genio Civile di cui dovrebbe farsi carico, dal punto di vista autorizzativo, l’Autorità di bacino. Una doccia fredda che però non ha scoraggiato il tavolo, tanto meno il presidente Capizzi che invece ha invitato a ragionare su azioni sostenibili e facilmente realizzabili e che prevedano interventi costanti e non emergenziali. L’attenzione si è concentrata sulla necessità di mappare e di intervenire sulla rete dei canali adduttori presenti in tutta l’area e che richiedono interventi di manutenzione costante. I canali a pieno regime contribuiscono in maniera significativa facendo si che non si disperda l’acqua piovana e che questa confluisca direttamente sul lago rigenerando anche le falde. Il tavolo ha anche espresso la necessità di mappare i pozzi e di utilizzare quelli che sono in disuso. Interessante perchè sostenibile da un punto di vista naturalistico e fattibile economicamente è stata la proposta, condivisa dal Presidente e dal tavolo, espressa dal dirigente dell’Ente Gaetano Alvano di utilizzare l’acqua delle sorgenti naturali in sovrappieno come quella denominata “Acqua della Città” che da sempre si disperde e che potrebbe invece alimentare il lago senza alcun impatto ambientale. ” Abbiamo riaperto una discussione che sono certo porterà a mantenere alto l’interesse corale per questo bene naturalistico di grande pregio oltre che identitario per il territorio. E’ importante attivare un tavolo permanente- ha detto Capizzi -per monitorare scelte e azioni che devono convergere nella esigenza di preservare questo bene che è di tutti. Occorrono azioni a breve termine come quelle che abbiamo discusso oggi ma anche una progettualità più ampia che preveda interventi infrastrutturali perchè la nostra provincia che invasa oltre il 33 per cento dell’acqua di tutta la regione può e deve avere disponibilità certa per l’ambiente, per la popolazione e per il settore agricolo e zootecnico”.



