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Fillea Cgil Enna: «Tragedia sfiorata sull’incidente ferroviario tra Enna e Leonforte. Adesso non liquidare tutto come fatalità o semplice errore umano»

Fillea Cgil Enna esprime forte preoccupazione per quanto accaduto ieri sulla tratta ferroviaria Palermo-Catania, tra Enna e Leonforte, dove un treno ha investito un furgoncino in corrispondenza di un passaggio a livello, con pesanti ripercussioni sulla circolazione ferroviaria e sul territorio. 

Salvo Carnevale, segretario generale della Fillea Cgil di Enna dichiara: «Siamo di fronte a una tragedia sfiorata. Al di là della dinamica esatta, che dovrà essere accertata fino in fondo dalle autorità competenti, c’è un punto che per noi è già chiaro: non accetteremo, di fronte a incidenti di questa portata, che si provi a scaricare responsabilità sui singoli. Quando ci si trova in un contesto ad alto rischio, significa che la filiera del controllo, dell’organizzazione del lavoro e della prevenzione non ha funzionato. La sicurezza non può essere affidata alla sola attenzione individuale, né può essere trattata come una variabile secondaria rispetto ai tempi di consegna, alla produttività o alla pressione operativa. Leggi, norme, organizzazione del lavoro e contratti non sono elementi alternativi o facoltativi: sono il perimetro minimo entro cui si deve garantire la tutela della vita e dell’incolumità delle persone. E questo avviene? Abbiamo la sensazione che ci si muova dentro questo perimetro?».

Per Fillea Cgil Enna il principio deve essere semplice e rigoroso: «In un cantiere – sostiene Carnevale – il lavoratore non deve mai trovarsi nella condizione di sbagliare. Questo significa: procedure chiare, coordinamento efficace tra i soggetti coinvolti, valutazione preventiva dei rischi, sistemi di controllo adeguati, carichi di lavoro sostenibili e pieno rispetto delle norme di sicurezza e delle tutele contrattuali, formazione reale e continua».

Il segretario generale della Fillea Cgil di Enna conclude: «La nostra preoccupazione reale è che troppo spesso, in filiere frammentate e in contesti dove pesano appalti, subappalti, urgenze operative e catene di comando non sempre lineari, si finisca per spostare sui lavoratori l’ultimo anello di una responsabilità che invece è organizzativa, datoriale e di sistema. Ed è proprio lì che bisogna intervenire. Non servono dichiarazioni di circostanza. Servono controlli veri, prevenzione effettiva, rispetto rigoroso delle norme e una cultura del lavoro in cui la sicurezza venga prima di tutto. Ogni incidente di questa portata ci ricorda che quando salta la prevenzione, fallisce l’intero sistema dei controlli e dell’organizzazione del lavoro».

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