Progetto Differenze 2.0. Conclusa l’attività sul Sitting Volley: sport, inclusione e riflessione tra i giovani

Un percorso educativo dedicato alla riflessione sulle differenze, sull’inclusione e sulle relazioni tra pari attraverso lo sport. E’ quanto ha confermato l’atitività di Sitting Volley svolta dagli studenti dell’IIS Lincoln di Enna coordinati dai Tutor Sportivi Valentina Puma e Emanuele Gallina nell’ambito delle attività del Progetto Differenze 2.0 promosso dall’Uisp.
L’obiettivo dell’esperienza era permettere ai partecipanti di mettersi nei panni degli altri, riflettere sui limiti fisici, sulla collaborazione e sull’importanza del lavoro di squadra.
Al termine della sessione sportiva – di una partita di sitting volley – è stato somministrato in forma anonima un questionario di riflessione, con lo scopo di raccogliere impressioni, percezioni e opinioni dei ragazzi sull’esperienza vissuta e sui temi trattati dal progetto.
I risultati riportati in percentuali del questionario mostrano dei dati molto interessanti:
* Circa il 45% degli studenti ha dichiarato di essersi sentito più vulnerabile del solito, non potendo contare sulla propria forza fisica o agilità.
* Il 40% ha affermato di essersi sentito più collaborativo, sottolineando come nel sitting volley il gioco di squadra sia fondamentale per coprire il campo.
* Il 15% ha provato inizialmente frustrazione, soprattutto per la difficoltà di gestire l’azione individualmente.
Per quanto riguarda il linguaggio utilizzato nello sport e nella vita quotidiana, alla domanda relativa a espressioni stereotipate come “tiri come una femminuccia” o “sembri un maschio”, i risultati mostrano che:
* il 50% degli studenti dichiara di sentirle spesso ma di trovarle fastidiose,
* il 30% afferma di sentirle spesso e di considerarle normali,
* il 15% le sente raramente,
* mentre il 5% dichiara di non averle mai sentite.
Un’altra sezione del questionario riguardava le nuove forme di violenza digitale e controllo nei social network. Molti studenti hanno riconosciuto di aver assistito almeno una volta a situazioni problematiche tra coetanei, in particolare:
* commenti offensivi o body shaming online (circa 55%),
* esclusione intenzionale da gruppi WhatsApp o chat (40%),
* controllo del telefono o delle password tra partner (25%).
Infine, nella sezione di riflessione critica, il 60% degli studenti ritiene che la forza fisica sia ancora oggi, in alcuni contesti, usata come giustificazione culturale per il controllo nelle relazioni, mentre il 35% pensa che si tratti soprattutto di casi isolati e solo il 5% ritiene che oggi ci sia piena parità.
Lo spazio aperto finale ha raccolto commenti positivi sull’esperienza: molti ragazzi hanno sottolineato come lo sport possa diventare uno strumento potente per comprendere le difficoltà degli altri e per sviluppare maggiore rispetto e collaborazione.
L’attività di sitting volley si conferma quindi non solo come momento sportivo, ma come un’esperienza educativa capace di stimolare empatia, consapevolezza e dialogo tra i giovani.



