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Teatro Neglia, Patrizia Fazzi: “La cultura non può spegnere il palcoscenico per accendere uno schermo”


Pubblichiamao il comunicato della Presidente pro-tempore dell’Associazione Culturale L’Imbuto, Patrizia Fazzi, sulla manifestazione di interesse per il servizio di proiezione al Teatro Comunale Neglia.

Mi sembra doveroso, prima di esprimere il mio pensiero sulla pubblicazione della manifestazione di interesse per l’affidamento del servizio di proiezione presso il Teatro Comunale Neglia, sottolineare che il mio intervento non vuole essere un attacco personale verso l’Amministrazione Comunale, ma una riflessione che rivolgo a tutta la città.

Non ho mai fatto confusione tra l’amore e la passione verso l’arte e il teatro con la propaganda politica, che non mi appartiene, premessa quest’ultima che ritengo doverosa, considerato il periodo elettorale in corso.

Detto ciò, sono venuta a conoscenza che il 4 marzo c.m. è stata pubblicata una “Manifestazione di interesse per l’affidamento del servizio di proiezione presso il Teatro Neglia”, dalla quale si evince in maniera esplicita, l’affidamento per la realizzazione di un cinema per una durata di 36 mesi, ossia di 3 anni.

Mi sono posta le seguenti domande:

Qual è la necessità di invadere l’unico spazio culturale rimasto in città?

Perché proprio adesso, quando le programmazioni cinematografiche sono alla fine della stagione?

Da dove nasce l’urgenza di concludere l’affidamento dello stesso in pochi giorni (tra la pubblicazione del bando, 4 marzo 2026 e la sua scadenza, 10 marzo 2026, intercorrono solo sei giorni)?

Espressa siffatta premessa, a seguito di un’ attenta lettura del regolamento del Teatro Neglia, l’articolo 2 (Finalità) riporta quanto di seguito: le attività teatrali, musicali e di spettacoli in genere, nonché convegni e/o conferenze di carattere culturale politico o sociale devono essere compatibili con la struttura. Il Teatro può essere altresì utilizzato per manifestazioni, eventi o iniziative rivolte alla produzione, alla ricerca e alla sperimentazione nell’ambito dello spettacolo, ovvero per attività idonee a diffondere la conoscenza e lo studio delle discipline artistico-musicali.

L’articolo summenzionato non lascia spazio ad alcun dubbio, non è contemplata infatti la possibilità di destinare la struttura a Cinema.

Ancora più in conflitto è la destinazione che vuol farsi del Teatro con l’articolo 10 (Concessione d’uso temporaneo del Teatro) del regolamento, che riporta quanto segue: il Teatro Neglia può essere concesso in uso temporaneo per attività teatrali, culturali, musicali e di spettacolo. Può essere altresì concesso per la realizzazione di documentari, prodotti multimediali, servizi fotografici, cerimonie ed eventi, riprese radiotelevisive, cinematografiche e di promozione culturale purché siano compatibili con il decoro e la tradizione dello stesso.

Come si evince dal sopracitato articolo, la concessione a terzi del Teatro a funzione di Cinema, per un periodo così prolungato (36 mesi), non solo snaturerebbe l’identità culturale del Teatro ma violerebbe e farebbe venire meno il principio di temporaneità, configurando un cambio di finalità e di destinazione d’uso dello stesso.

Fatte queste riflessioni, pur sostenendo l’impegno dell’Amministrazione a colmare il vuoto culturale che da due anni ha lasciato la città di Enna senza un cinema, esprimo la profonda preoccupazione rispetto ad un tale progetto.

Mi chiedo dunque, perché sacrificare un presidio culturale esistente quando il Comune dispone di una proprietà immobiliare inutilizzata, ossia il “Cinema di Pergusa” , ubicato presso la tribuna dell’Autodromo?

Lo stesso si presenta in ottime condizioni strutturali, dotato di arredo confacente alla destinazione di Cinema e mancante solo della componente tecnica.

Ciò permetterebbe di recuperare un immobile vuoto e di potenziare un’altra zona della città, destinata ad ulteriore crescita, anche e soprattutto in virtù dell’utenza universitaria già presente.

In conclusione, il mio auspicio è che l’Amministrazione Comunale possa preservare l’integrità del Teatro e nel contempo garantire ai cittadini due spazi distinti, ognuno eccellente nella propria funzione, affinché l’uno non annulli né sminuisca la validità e l’integrità dell’altro.

La Cultura non può accontentarsi né deve scendere a compromessi, non rendiamoci complici di spegnere il palcoscenico per accendere uno schermo.

La Presidente dell’Associazione Culturale l’Imbuto Patrizia Fazzi

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