Scuola nel caos a Enna: genitori e docenti lanciano un appello alle istituzioni

Un clima di forte disagio, criticità organizzative e diritti messi a rischio: è questo il quadro che emerge dalla lettera aperta firmata da genitori, insegnanti e personale ATA dell’Istituto Comprensivo “Neglia-Savarese” di Enna che oggi, 20 marzo, hanno deciso di protestare lasciando le aule dell’Istituto Neglia vuote. Il documento, indirizzato all’Ufficio Scolastico Regionale e alle autorità competenti, rappresenta un vero e proprio grido d’allarme sulla situazione della scuola.
Secondo i firmatari, il problema principale sarebbe una gestione ritenuta carente e poco comunicativa, che avrebbe generato un clima di conflittualità permanente all’interno dell’istituto. Una condizione che, sostengono, non è più episodica ma sistemica, con ripercussioni dirette sulla qualità dell’offerta formativa e sul benessere degli studenti.
Tra le criticità segnalate, spicca l’annullamento frequente di attività didattiche ed eventi esterni. A causa della mancata disponibilità dei mezzi comunali e dell’assenza di soluzioni alternative, gli alunni sarebbero spesso esclusi da iniziative culturali e formative, risultando in alcuni casi gli unici della città a non partecipare.
Particolarmente grave, secondo la lettera, è la situazione degli studenti più fragili. Vengono denunciati ritardi nella gestione dei farmaci salvavita e un supporto insufficiente per alunni con disabilità o bisogni educativi speciali. “La scuola dovrebbe essere il luogo dell’inclusione”, sottolineano i firmatari, evidenziando invece un senso diffuso di abbandono.
Non meno preoccupante è la gestione del personale docente: ritardi nelle supplenze e classi lasciate scoperte costringerebbero spesso alla distribuzione degli alunni in altre aule, con conseguenze negative sulla sicurezza e sull’apprendimento. A ciò si aggiungono difficoltà materiali, come la mancanza di strumenti di base che porta gli insegnanti a sostenere spese di tasca propria.
La denuncia si estende anche alla gestione amministrativa e organizzativa dell’istituto, descritta come caotica e priva di pianificazione. Viene segnalato persino il mancato utilizzo di fondi europei, con conseguente perdita di opportunità per studenti e personale.
Sul fronte strutturale, le responsabilità vengono attribuite anche all’amministrazione comunale. I firmatari parlano di edifici poco sicuri, spazi degradati e servizi inefficienti, come il trasporto scolastico e la mensa, contribuendo a isolare ulteriormente la scuola dal territorio.
A rendere il quadro ancora più critico è l’inutilizzo di laboratori, biblioteche e risorse multimediali già presenti, che restano inutilizzate per mancanza di organizzazione.
La lettera si conclude con una richiesta chiara: un intervento immediato da parte delle istituzioni per ristabilire condizioni adeguate di funzionamento e garantire il diritto allo studio. “La scuola deve tornare a essere una comunità aperta”, scrivono i firmatari, ribadendo la volontà di non fermarsi finché non verranno adottate soluzioni concrete.
Manuela Acqua



