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Malta, crocevia del Mediterraneo: la politica torna protagonista tra pace, cooperazione e nuovi equilibri internazionali

Il Centro Studi Med. Mez. “Napoleone Colajanni” ancora più attivo sul Mediterraneo  e questo Mare Nostrum torna al centro della scena politica internazionale. E lo fa da Malta, cuore simbolico di un mare che oggi più che mai chiede visione, responsabilità e leadership.

Il 26 e 27 marzo, il Parlamento della Repubblica di Malta ospiterà il convegno internazionale “Peace and Dialogue in the Mediterranean Space”, promosso dal Centro Studi Med. Mez., in un momento storico segnato da tensioni geopolitiche, conflitti aperti e fragili equilibri tra le due sponde del mare comune.

Non si tratta di un semplice appuntamento accademico, ma di un vero e proprio atto politico, che riporta il Mediterraneo al centro del dibattito strategico globale. Delegazioni provenienti da 13 Paesi dell’area euro-mediterranea e mediorientale si confronteranno su temi cruciali: integrazione economica, cooperazione istituzionale, dialogo tra culture e costruzione di nuovi assetti di stabilità.

Ad aprire i lavori saranno lo Speaker maltese Anġlu Farrugia, Abdelhafid Kheit e Paolo Garofalo, promotori di una iniziativa che ambisce a superare la logica emergenziale che per troppo tempo ha caratterizzato le politiche mediterranee.

Il parterre internazionale conferma la portata politica dell’evento: dall’ex ministro palestinese Ali Kheshan a rappresentanti di Turchia, Qatar e Algeria, fino a diplomatici e accademici provenienti da tutta l’area mediterranea. Una presenza che testimonia la volontà concreta di costruire un nuovo spazio politico mediterraneo, fondato sul confronto e non sul conflitto.

Centrale il ruolo del Centro Studi Med. Mez. Napoleone Colajanni, che con una delegazione qualificata rafforza il proprio posizionamento come soggetto attivo nella definizione di una visione mediterranea alternativa, capace di connettere territori, istituzioni e società civile.

«Il Mediterraneo non può essere relegato a periferia delle crisi globali – dichiara Paolo Garofalo –. Deve tornare a essere il baricentro di una nuova stagione politica, economica e culturale. Serve una strategia comune, serve una visione condivisa. Questo convegno rappresenta un primo passo concreto verso la costruzione di una governance mediterranea stabile, fondata sul dialogo tra i popoli e sulla cooperazione tra i sistemi produttivi e istituzionali».

Una posizione che si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo delle leadership mediterranee e sulla necessità di superare le frammentazioni che hanno indebolito l’area negli ultimi decenni.

«Non possiamo più permetterci divisioni – sottolinea Abdelhafid Kheit –. Il Mediterraneo deve scegliere se restare spazio di frattura o diventare laboratorio politico di convivenza e sviluppo. La costruzione di ponti tra le due sponde non è solo un auspicio, ma una priorità strategica».

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