L’abbraccio di Enna Bassa a padre Mario Saddemi: “Grazie per tutto”

Un giorno che pesa sul cuore, ma che porta con sé anche una gratitudine profonda: padre Mario Saddemi va in pensione e lascia la guida della parrocchia di Santa Lucia, dopo 38 anni di presenza costante, generosa e instancabile. Per la comunità non è un semplice cambio di parroco. È un passaggio storico. Perché padre Mario non è stato soltanto un sacerdote: è stato un punto di riferimento per intere generazioni, una guida spirituale e umana, un uomo capace di costruire una comunità vera, partendo da zero e restando sempre accanto alla gente.
E lo ha fatto nel modo più autentico, più raro, più prezioso: in silenzio. Senza mai pretendere la ribalta, senza cercare riconoscimenti, senza mettere sé stesso al centro. Padre Mario ha sempre lavorato come lavorano i veri pastori: con umiltà, con discrezione, con quella forza calma di chi non ha bisogno di essere applaudito per sapere di aver fatto la cosa giusta.
La storia della parrocchia, così come la conosciamo oggi, comincia nel 1988, in un luogo che molti ricordano con emozione: un garage in via Toscana, che fungeva da chiesa.
Non c’erano navate, non c’erano campane, ma c’era già ciò che conta davvero: la fede, la presenza e la determinazione di un sacerdote che non ha mai aspettato “condizioni ideali” per iniziare la sua missione. Da quel garage è nata una comunità che nel tempo è diventata sempre più grande, più unita, più viva. E padre Mario, giorno dopo giorno, l’ha costruita così come si costruiscono le cose più importanti: con pazienza, con costanza, con amore.
Per anni Santa Lucia è stata una parrocchia fatta di sacrifici, di speranze e di attese. Poi, finalmente, l’11 ottobre 2024 è arrivato il giorno che molti aspettavano da una vita: l’apertura della vera Chiesa di Santa Lucia. Un traguardo che oggi assume un significato ancora più forte: padre Mario lascia proprio dopo aver visto completato ciò per cui ha lavorato per decenni. Un momento che molti descrivono come “il coronamento di una missione”. E in fondo lo è davvero: perché quella chiesa non è solo un edificio, ma il simbolo di una vita intera spesa per gli altri.
In questi 38 anni, padre Mario ha accolto e accompagnato giovani, coppie e famiglie, molte delle quali oggi sono diventate adulte, solide, numerose. Ha visto crescere i figli, li ha guidati, li ha formati, li ha accompagnati nei momenti più importanti della vita. E oggi, con emozione, molti di quei bambini sono genitori: hanno costruito la loro famiglia, sotto il suo sguardo, anno dopo anno.
È forse questo l’aspetto più commovente del suo ministero: padre Mario non ha vissuto Santa Lucia come un incarico, ma come una vita intera condivisa con il suo popolo.
Padre Mario è stato anche insegnante presso la scuola Nino Savarese di Enna Bassa, diventando per molti studenti un riferimento educativo e umano.
Ha mantenuto un legame forte anche con realtà importanti del territorio, come la casa di riposo e con tutte le forme di volontariato e servizio nate e cresciute nel tempo.
Un dato è certo: tutta la vita parrocchiale di Santa Lucia porta la sua firma. Molte delle attività, dei gruppi e dei percorsi che oggi esistono nella comunità sono stati istituiti da padre Mario, compresi cammini di formazione giovanile e lo spirito scout, che ha educato generazioni intere.
Molti non sanno quante cose siano nate grazie a lui, perché padre Mario non è mai stato un uomo delle parole grandi o delle autocelebrazioni. È stato un sacerdote che ha seminato nel silenzio, lasciando che a parlare fossero i frutti. È stato capace di coinvolgere, di creare, di costruire. Non solo strutture, ma persone.
Tra le iniziative più significative nate sotto la sua guida, la comunità ricorda con particolare affetto la chiesa itinerante, con momenti di preghiera porta a porta: un modo concreto di portare Dio nelle case, tra la gente, anche nei momenti più difficili.
E poi il Cammino della Luce, ogni 13 dicembre, un appuntamento ormai identitario per Enna Bassa, creato per onorare la patrona Santa Lucia e diventato nel tempo una tradizione amatissima.
Chi lo conosce lo descrive così: trasparente, sincero, diretto, senza ipocrisie. Vivace, coinvolgente, generoso, sempre disponibile.
Padre Mario è stato un sacerdote che non ha mai recitato un ruolo: è sempre stato sé stesso. E proprio questa autenticità ha fatto sì che tante persone si fidassero e si affidassero a lui, lo seguissero, lo rispettassero.
Padre Mario porta con sé più di 50 anni di sacerdozio, vissuti con dedizione e con una fedeltà che oggi commuove ancora di più. E in questi anni a Santa Lucia ha guidato, educato, sostenuto e accompagnato centinaia di ragazzi, famiglie, anziani, giovani coppie, persone sole.
Un lavoro silenzioso e quotidiano, fatto di ascolto, presenza e servizio.
Oggi la comunità di Santa Lucia lo saluta con commozione. Ma nessuno riesce davvero a considerarlo un addio. Perché un sacerdote che ha donato così tanto resta per sempre nella storia del luogo e nella memoria delle persone. Resta nei volti di chi è cresciuto con lui. Resta nelle famiglie che ha accompagnato. Resta nei ragazzi che ha guidato. Resta nella fede che ha seminato, senza clamore, senza rumore, senza mai chiedere nulla in cambio.
Santa Lucia, da quel garage di via Toscana fino alla chiesa inaugurata nel 2024, porta dentro il suo nome e la sua impronta. E oggi, nel giorno del suo pensionamento, Enna Bassa gli dice con una sola parola, quella più vera: Grazie!
Perché ci sono sacerdoti che passano e sacerdoti che restano. Padre Mario Saddemi appartiene a quelli che restano. Non per le parole dette, ma per la vita donata. Non per la visibilità, ma per la presenza. Non per i riflettori, ma per quel lavoro silenzioso che ha costruito fede, comunità e umanità, giorno dopo giorno. E forse è proprio questo il segno più grande che lascia: aver fatto tanto senza mai chiedere nulla se non di camminare insieme.
Oggi Santa Lucia lo saluta con commozione, sapendo che da domani mancherà una voce, mancherà una guida, mancherà una presenza. Perché le persone come padre Mario non fanno rumore quando arrivano… ma lasciano un silenzio profondo quando vanno via.
Manuela Acqua



