Il Comitato non ci sta!

La città stamane si sveglia con il roboante annuncio: ottocento cittadini vogliono lui, il salvatore della patria, l’uomo forte, quello che ogni cosa che tocca diventa oro, crescita economica e rinascita del nostro paesello.
Nulla in contrario a chi voglia candidarsi a Sindaco, chiunque può farlo. Ma riflettete bene su cosa rappresenterebbe, in particolare sul tema dell’acqua, un Sindaco che ha legato tutta la sua attività politica alla privatizzazione dei servizi pubblici, con lo scempio dell’ATO Rifiuti e con il disastro della gestione privata dell’acqua: la più cara d’Italia e la più colabrodo del mondo.
Le nostre iniziative, sempre sul piano legale — denunce, class action, attività di stimolo verso i sindaci dell’assemblea ATI, che tanto bene hanno parlato ma tanto male razzolato — sarebbero tutte vane se al Comune di Enna si insediasse sulla poltrona principale il protagonista di stagioni di sperpero di denaro pubblico a vantaggio di entità private, con servizi sempre più costosi e sempre peggiori.
Noi non ci stiamo.
Ribadiamo con forza che il nostro Comitato non intende rimanere in silenzio e adotterà ogni iniziativa informativa e illustrativa per far comprendere ai cittadini il rischio che corriamo.
Complimenti a tutti gli ennesi che fanno parte del Comitato Senz’Acqua Enna e che oggi sono pronti a votare chi ci ha ridotti in questo stato.
Davvero, complimenti.
Dopo mesi di proteste, denunce, sacrifici, raccolte firme, incontri e battaglie per difendere un diritto fondamentale come l’acqua, siamo pronti a rimettere tutto nelle mani di chi rappresenta esattamente quel sistema che abbiamo contestato.
Un certo tipo di sindaco significa una cosa sola: continuità.
E continuità, per come l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle, significa oppressione e gestione privata a vita.
Se la memoria è così corta, allora il problema non è solo l’acqua che non arriva.
È la coerenza che manca.
E se davvero questa è la scelta, allora assumetevene fino in fondo la responsabilità.
Vi meritate acqua sporca, bollette sempre più salate e un servizio sempre più umiliante.
Noi non saremo complici.
E se questa città decide consapevolmente di tornare indietro, il Comitato si scioglierà. Perché non ha senso lottare per chi sceglie volontariamente di restare in ginocchio!



