Falsa testimonianza, rinviata l’udienza: processo Gisana-Murgano slitta al 14 maggio

È stata rinviata al 14 maggio l’udienza del processo per falsa testimonianza che vede imputati il vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana e don Vincenzo Murgano. La decisione è stata presa dal Tribunale di Enna a causa dell’impossibilità a partecipare di uno dei difensori del vescovo, l’avvocato Pierfrancesco Bruno, che ha comunicato un impedimento legato a motivi di salute.
L’udienza, fissata per oggi 12 marzo, avrebbe dovuto ospitare la discussione delle parti nell’ambito del procedimento celebrato con rito abbreviato, modalità processuale richiesta dagli imputati e già ammessa dal giudice Floresta. Proprio nella fase della discussione finale i difensori della parte civile e quelli degli imputati avrebbero dovuto esporre le rispettive argomentazioni prima della decisione del giudice.
Il rinvio comporta dunque uno slittamento dei tempi del processo, che riprenderà tra circa due mesi con la nuova data fissata per il 14 maggio, quando è atteso lo svolgimento della discussione.
Nel procedimento è stata ammessa un’unica parte civile, Antonio Messina, ritenuto dal Tribunale l’unico soggetto che, in base alle contestazioni mosse, potrebbe aver subito un danno diretto dalle dichiarazioni oggetto dell’accusa di falsa testimonianza rese dai due imputati durante il procedimento giudiziario a carico di Giuseppe Rugolo.
Non erano state invece accolte le altre richieste di costituzione di parte civile, tra cui quelle presentate dai genitori di Messina e da alcune associazioni impegnate nella tutela delle vittime di abusi.
Resta inoltre l’assenza dello Stato come parte civile nel processo: la Presidenza del Consiglio dei Ministri non ha infatti autorizzato l’Avvocatura dello Stato a intervenire nel procedimento.
Con il rinvio disposto oggi, l’attenzione si sposta dunque alla prossima udienza di maggio, quando il Tribunale sarà chiamato ad ascoltare le discussioni delle parti prima di arrivare alla decisione finale.



