Enna, ex Provincia. Gettate le basi per un gemellaggio con Ramallah

La Pace, è una parola semplice, che naufraga di fronte agli interessi, e quando questi riguardano i popoli si trasforma in conflitto e in guerra. Impegnarsi per superarli aprendosi alla cooperazione, alla solidarietà e alla condivisione si può e si deve. E’ stato questo lo spirito, l’auspicio che ha caratterizzato l’incontro che si è svolto questa mattina tra il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Enna, Piero Capizzi, e Faris Said, rappresentante dell’organizzazione palestinese Ta’awon for Conflict Resolution accompagnato dal presidente dell’associazione Luciano Lama, Michele Sabatino che insieme stanno portando avanti una proposta progettuale nell’ambito del programma Erasmus+. Il progetto mira a contrastare la disinformazione, l’odio digitale (hate speech) e la polarizzazione narrativa nei territori di Enna, Ramallah (West Bank) e della regione di Béni Mellal-Khénifra in Marocco, promuovendo una cultura del dialogo e della responsabilità digitale che dovrà essere finanziato dall’Unione Europea. La visita ad Enna, finanziata dal programma di mobilità ALFinMOTION della Fondazione Anna Lindh, ha l’obiettivo di consolidare il partenariato tra le due realtà attraverso la firma di accordi bilaterali e la co-progettazione di interventi di cittadinanza attiva rivolti ai giovani dell’area Euro-Mediterranea. E’ stato un incontro empatico che ha gettato le basi per un rapporto che travalica la formalità. “ Non siamo in grado di aiutarvi economicamente- ha detto il presidente Capizzi- ma di certo non mancherà il nostro appoggio e il nostro sostegno per creare una rete di relazioni, e di scambio capace di rigenerare solidarietà e cooperazione. Accolgo con convinzione l’idea e il desiderio di Faris Said di avviare un gemellaggio tra la provincia di Enna e Ramallah per far germogliare l’idea che la Pace e il dialogo sono sempre possibili, e che devono sempre essere perseguiti”. Nonostante la questione palestinese sia alquanto complessa e di certo non risolta e che le mire espansionistiche di Israele non si limitano a Gaza ma guardano anche alla Cisgiordania allargare la rete di collaborazione fuori dalla Palestina diventa per Said un modo per migliorare la qualità della vita e soprattutto per continuare a credere che si possa costruire una pace giusta che rispetti i popoli. “Il progetto rappresenta un passo fondamentale per la nostra rete internazionale- ha dichiarato Michele Sabatino- Vogliamo scambiare buone pratiche e partecipare congiuntamente ai bandi europei per generare un impatto reale sullo sviluppo locale e sulla partecipazione dei cittadini nel Mediterraneo.”



