Enna, Ente Autodromo. Basta iposcrisie!

Operazione verità
Basta ipocrisie.
Il PD può provare a manipolare il racconto, ma i fatti sono scolpiti nella data del 30 luglio 2024.
È lì che l’Autodromo è stato condannato.
Quel giorno venne bocciata la delibera di proroga dell’Ente Autodromo.
Non per ragioni tecniche. Non per illegittimità.
Ma per una precisa scelta politica: far fuori la Governance del tempo, assolutamente incorruttibile e non manipolabile.
La proroga avrebbe garantito un anno di tempo per modificare lo statuto, riorganizzare l’ente e rilanciare le attività motoristiche.
Chi votò contro sapeva perfettamente cosa stava facendo.
Oggi gli stessi che hanno affossato l’ente parlano di rilancio.
È un tentativo maldestro di riscrivere la storia.
E facciamo chiarezza anche su un altro punto: la delibera di revoca proposta dal PD e portata in aula dal Presidente Gargaglione (che dovrebbe essere il garante della legittimità degli atti) non era votabile, perché accompagnata da quattro pareri tecnici negativi, chiari e motivati.
La legalità amministrativa non è un fastidio da aggirare quando conviene.
È il presupposto minimo per assumersi responsabilità in aula.
Chi nel 2024 ha scelto di bloccare la proroga oggi tenta di rifarsi un’immagine, sperando che la città dimentichi.
Ma la città non è smemorata.
Gli unici responsabili politici della morte del Consorzio Autodromo di Pergusa sono:
Paolo Gargaglione
Dario Cardaci
Salvatore Cappa
Mirko Andolina
Tiziana Arena
Marco Greco
Stefani Fazzi
Gaetano Fazzi
Serafino Torregrossa
Giuseppe Trovato
Michele Baldi
Giusy Macaluso
Emilia Lo Giudice
Questi sono i nomi.
Questa è la responsabilità.
La verità non si cancella con un comunicato stampa.
I consiglieri: Comito, Di Venti, Catalano, Firrantello, Fiammetta, Nicosia, Ferrari, Gloria, Vasapollo



