Cinema al Teatro Neglia, presentata richiesta di revoca del bando

La presidente pro-tempore dell’Associazione Culturale L’Imbuto, Patrizia Fazzi, ha reso pubblico l’invio di una richiesta di revoca in autotutela dell’avviso per la presentazione della manifestazione di interesse relativo all’affidamento del servizio di proiezione cinematografica presso il Teatro Neglia per la durata di 36 mesi.
Fazzi spiega che la decisione è maturata dopo una serie di riflessioni sull’affidamento del servizio e dopo essersi confrontata con numerose associazioni del Comune di Enna, ricevendo, afferma, solidarietà da una parte significativa della città. Insieme ai soci dell’associazione che rappresenta, lunedì 9 febbraio ha quindi inviato via Pec la richiesta al Comune di Enna, indirizzandola in particolare al sindaco, avv. Maurizio Dipietro, e al segretario comunale, dott. Lucio Catania.
Secondo quanto sostenuto nella richiesta, l’affidamento risulterebbe in evidente contrasto con il regolamento comunale vigente sull’utilizzo dei beni monumentali, tra i quali è incluso il Teatro Neglia. In particolare si evidenzia che la concessione a terzi per un periodo così lungo e continuativo – 36 mesi – farebbe venir meno il principio di temporaneità dell’uso del teatro, previsto dal regolamento stesso.
La richiesta vuole anche essere, nelle parole della presidente, un monito all’amministrazione comunale affinché si confronti con le associazioni culturali della città e valuti scelte considerate più opportune, lasciando il Teatro Neglia libero da attività ritenute non coerenti con lo spazio culturale per cui è nato e salvaguardando quello che viene definito come l’unico spazio culturale rimasto in città.
Come possibile alternativa viene indicata la concessione, tramite una nuova manifestazione di interesse, dei locali della Tribuna dell’Ente Autodromo di Pergusa, di proprietà del Comune e già utilizzati in passato come cinematografo. Una soluzione che, secondo Fazzi, sarebbe più congeniale e non richiederebbe interventi strutturali di adeguamento, ma soltanto interventi tecnici come quelli previsti nell’attuale bando.
In conclusione, l’associazione afferma di avere difficoltà a comprendere la scelta dell’amministrazione, anche alla luce dell’alternativa proposta, che potrebbe restituire alla città il cinema tanto atteso. L’associazione annuncia infine che continuerà a monitorare la situazione per evitare quella che definisce “l’ennesima scelta miope” e per salvaguardare la storia culturale della città, presidio di cultura dal 1872.



