Enna Calcio, Di Maggio: “Il rischio di un nuovo fallimento è concreto”

Torna a parlare pubblicamente Gaetano Di Maggio, esponente di Noi Moderati e già assessore provinciale, che dopo circa quattro mesi di silenzio dalle elezioni amministrative interviene sulla situazione dell’Enna Calcio e sulle condizioni dello stadio “Generale Gaeta”.
“Vedere in quale stato versa la squadra e la società dell’Enna Calcio mi addolora e non poco”, afferma Di Maggio, richiamando i precedenti fallimenti vissuti dal calcio ennese e spiegando di avere scelto finora di non intervenire nel dibattito politico cittadino dopo la sconfitta elettorale.
“È giusto far governare chi ha vinto”, sostiene, precisando però di ritenere adesso doveroso un intervento sulla vicenda sportiva, anche alla luce del proprio passato politico e della sua esperienza nel mondo dello sport.
Il giudizio sulla situazione dell’Enna Calcio è preoccupato. Di Maggio, pur precisando di non conoscere direttamente le dinamiche interne alla società, ritiene “concreto” il rischio di un nuovo fallimento.
Il riferimento è anche alle dichiarazioni rese nelle scorse settimane dal presidente dell’Enna Calcio, Travagin, che ha parlato della situazione debitoria trovata al suo arrivo, delle difficoltà economiche e della mancata disponibilità dello stadio.
“Un presidente che, a suo dire, ha ereditato un sacco di debiti, senza incassi, senza sponsor e, quello che pesa di più, senza disponibilità dello stadio, può fare ben poco”, osserva Di Maggio, che quantifica in circa un milione di euro la somma che, secondo la sua valutazione, sarebbe necessaria per affrontare contemporaneamente la stagione sportiva e le passività pregresse.
Di Maggio riprende anche le parole dello stesso Travagin, secondo cui sarebbe stato cercato, “incastrato” e successivamente “mollato”.
Ma al centro dell’intervento dell’ex assessore provinciale c’è soprattutto lo stadio “Generale Gaeta”.
“Dispiace tantissimo vedere in quali condizioni versa il nostro glorioso Gaeta, a prescindere dall’Enna Calcio e dal suo presidente”, afferma.
Di Maggio ricorda che, secondo quanto previsto, i lavori avrebbero dovuto concludersi entro il 29 agosto e sottolinea come sia ormai trascorso un mese da quella data. “Oggi siamo al 29 settembre e guardare il Gaeta da Montesalvo, cosa che faccio puntualmente tutti i giorni, diventa deprimente e fa rabbia”.
Da qui le domande sulle responsabilità dei ritardi. “Come mai siamo arrivati a questa situazione? Credo che le responsabilità siano chiare e sotto gli occhi di tutti”, sostiene Di Maggio, parlando di “mesi e mesi di inerzia politica e lavorativa in favore dello stadio”.
Sul futuro dell’Enna Calcio, l’esponente di Noi Moderati non nasconde il pessimismo: “Sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno, ma questa volta mi costa molta fatica”.
Di Maggio lascia aperta anche l’ipotesi che possa rendersi necessaria una nuova ripartenza: “Bisogna capire quando si arriva vicini al punto di rottura e si deve, inevitabilmente, ricostruire per risorgere”.
Allo stesso tempo rivendica la continuità della tradizione calcistica ennese e cita Sant’Anna e Lagoreal/Atletico Enna come due realtà che, a suo giudizio, stanno provando a ricostruire entusiasmo e senso di appartenenza.
“Il calcio ad Enna non morirà mai”, conclude Di Maggio. “Ci sarà sempre chi con impegno e dedizione porterà in alto il vessillo gialloverde. Speriamo non capiti, ma se dovesse capitare, noi ci faremo trovare pronti, come insegna la nostra storia. Forza Enna sempre”.



