Riccardo Lombardi, memoria e attualità politica al centro del convegno di Med.Mez.

Riconoscimenti istituzionali dai Presidenti della Regione Siciliana, dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Camera dei deputati. Radio Radicale ha registrato integralmente l’incontro. Un riconoscimento alla memoria dello scrittore regalbutano Francesco Santangelo
Una riflessione sulla figura di Riccardo Lombardi, sulla sua idea di politica e sull’eredità che il suo pensiero continua a consegnare al presente. Si è svolto venerdì 18 settembre, al Cine Teatro Urania di Regalbuto, il convegno “Riccardo Lombardi, la bellezza della politica”, promosso dal Centro Studi per le Ricerche e la Documentazione sul Mediterraneo e il Mezzogiorno “Napoleone Colajanni” – Med.Mez., nel 42° anniversario della morte dello statista nato a Regalbuto il 16 agosto 1901 e scomparso a Roma il 18 settembre 1984.
A sottolineare l’alto profilo dell’iniziativa sono stati anche i riconoscimenti istituzionali ricevuti dai Presidenti della Regione Siciliana, dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Camera dei deputati. Un’attenzione che si è accompagnata a quella riservata all’appuntamento dalla stampa, che il Centro Studi Med.Mez. ringrazia per lo spazio dedicato al convegno, e da Radio Radicale, che ha registrato integralmente i lavori rendendoli disponibili nel proprio archivio.
Numerosa la partecipazione del pubblico, con una significativa presenza dei soci di Med.Mez. e di autorevoli esponenti politici provenienti da diversi centri della provincia. Ai lavori ha preso parte anche il presidente del Libero Consorzio Comunale di Enna, Piero Capizzi.
Uno dei momenti più sentiti del pomeriggio è stato dedicato alla memoria di Francesco Santangelo, scrittore regalbutano che ha dedicato parte del proprio lavoro alla figura di Riccardo Lombardi. Med.Mez., con il presidente Paolo Garofalo, e l’Amministrazione comunale di Regalbuto hanno voluto consegnare un riconoscimento alla sua memoria. Ad accoglierlo la famiglia: la moglie, visibilmente commossa, e le due figlie, giunte dalle città nelle quali oggi risiedono per partecipare all’iniziativa.
Il cuore del convegno è stato affidato alle relazioni di Eugenio Bonanno, Francesco Barbalace e Valdo Spini.
Eugenio Bonanno ha introdotto la figura di Riccardo Lombardi, accompagnando il pubblico attraverso alcuni passaggi della sua vicenda politica e della sua presenza nella storia italiana del Novecento.
Francesco Barbalace, della Fondazione Nuovo Mezzogiorno, ha posto l’accento sul confronto tra la politica vissuta nella stagione di Lombardi e quella degli anni più recenti, richiamando in particolare la dimensione dei sentimenti, dell’appartenenza e della partecipazione popolare che caratterizzava quella fase della vita politica.
A concludere il confronto è stato Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli, che ha intrecciato ricostruzione storica, riflessione politica, ricordi personali e testimonianze dirette, restituendo anche aspetti meno conosciuti della personalità di Lombardi.
Spini ne ha ripercorso l’antifascismo, la Resistenza, l’esperienza nel Partito d’Azione, l’approdo al Partito socialista, il ruolo nella preparazione del centrosinistra e la stagione delle “riforme di struttura”. Un percorso attraverso il quale ha sottolineato come Lombardi abbia esercitato una forte influenza sulla vita politica italiana pur avendo ricoperto, nel corso della sua lunga esperienza, un numero relativamente limitato di incarichi di potere: a pesare, secondo la ricostruzione di Spini, furono soprattutto le idee e la coerenza con cui le sostenne.
Particolarmente significativo il passaggio con cui Spini ha legato la figura di Lombardi al titolo scelto per l’incontro: “La buona politica, quella della bellezza della politica, è creare le condizioni migliori per le persone”. Una concezione nella quale l’impegno pubblico trova il proprio senso nella capacità di incidere sulla vita dei cittadini e di modificare concretamente le condizioni della società.
Accanto alla ricostruzione politica, Spini ha affidato alla platea anche ricordi personali che difficilmente trovano spazio nei libri di storia. Tra questi, un episodio del 1981, quando fu proposto come vicesegretario nazionale del Psi. Lombardi aveva inizialmente manifestato alcune perplessità; dopo la decisione favorevole, però, volle pranzare con il gruppo, acquistare una bottiglia di vino e brindare alla nomina. Un ricordo che Spini ha definito qualcosa di “umano e affettuoso” rimasto impresso nella sua vita.
Nel suo intervento Spini ha insistito anche sull’attualità del metodo lombardiano: non interventi occasionali, ma quella che Lombardi definiva una politica di “riforme di struttura”, capace di agire sui meccanismi economici e sociali e sulle disuguaglianze. Nel confronto con il presente sono stati richiamati temi come l’energia, la casa e la sanità, utilizzati da Spini per sottolineare la necessità di tornare a ragionare sulle cause strutturali dei problemi e non soltanto sulle risposte contingenti.
La parte conclusiva è stata dedicata soprattutto alla partecipazione e al rapporto tra politica e giovani. Spini ha ricordato un Lombardi capace di conservare fino agli ultimi anni fiducia nelle nuove generazioni e interesse per il futuro, senza misurare il valore dell’impegno sulla base dell’essere maggioranza o minoranza. Una lezione che ha ricondotto alla necessità di restituire alla politica le sue diverse articolazioni e la capacità di coinvolgere nuovamente le persone.
A chiudere idealmente il percorso è stata una definizione dello stesso Lombardi ricordata da Spini: “È socialista quella società che riesce a dare a ciascun individuo la massima possibilità di decidere la propria esistenza e di costruire la propria vita”.
Per Med.Mez. il convegno ha rappresentato così non soltanto un momento dedicato alla memoria di una delle figure politiche nate nel territorio ennese, ma un’occasione di studio e confronto sul rapporto tra idee, partecipazione, impegno pubblico e società contemporanea. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo politico, associazionismo, soci del Centro Studi e cittadini intorno alla figura di Riccardo Lombardi e a quella “bellezza della politica” scelta come filo conduttore dell’intera iniziativa.



