“Enna deve tornare ai cittadini”: la visione civica di Filippo Fiammetta tra criticità e proposte

A 66 anni, con una lunga esperienza nella pubblica amministrazione e nel settore privato, Filippo Fiammetta si presenta agli elettori come “un cittadino tra i cittadini”. Una definizione che non è solo identitaria, ma che sintetizza l’impostazione della sua candidatura a sindaco in vista delle amministrative di Enna 2026.
Fiammetta chiarisce subito un punto politico centrale: la sua non è una candidatura individuale, ma l’espressione di un coordinamento civico costruito nel tempo. “Non proprio io – afferma – ma un gruppo di cittadini con competenze ed esperienza, fuori dai tradizionali schemi politici”. Una presa di posizione che si colloca in netta discontinuità rispetto alle dinamiche di costruzione delle coalizioni, spesso legate a equilibri esterni al territorio.
L’analisi sulla città è netta: Enna viene descritta come “una città svuotata”, segnata da un progressivo declino economico e sociale. Un processo che, secondo Fiammetta, è il risultato di una gestione politica incapace di rinnovarsi e di interpretare i cambiamenti. In questo quadro, il candidato rivendica un elemento distintivo: la dimensione collettiva del progetto. “Il punto di forza non è personale, ma di squadra”, sottolinea, evidenziando un percorso avviato da oltre 18 mesi e già tradotto in un programma condiviso con la cittadinanza.
Non manca, tuttavia, una critica diretta al metodo con cui si stanno costruendo le altre candidature. Fiammetta lancia un invito esplicito ai suoi avversari politici a presentarsi agli elettori “ad armi pari”, evitando la proliferazione di liste e accordi di convenienza che rischiano, a suo avviso, di alterare il confronto democratico. “Misuriamoci su un’unica proposta, senza meccanismi che falsano il rapporto con i cittadini”, è il senso della sua posizione.
In questo quadro, interviene anche sul ruolo delle istituzioni e dei soggetti influenti del territorio. Fiammetta invita il presidente dell’Università Kore, Cataldo Salerno, a partecipare alle presentazioni ufficiali di tutti i candidati sindaco, e non a singole iniziative. Un richiamo, il suo, all’equilibrio e alla necessità che figure istituzionali mantengano una posizione di equidistanza nel confronto elettorale.
Tra le principali criticità individua il sistema idrico, nodo strutturale che intreccia scelte locali, normative nazionali e vincoli europei. La critica riguarda soprattutto l’impatto economico sui cittadini e una gestione ritenuta poco equa, in particolare per le fasce più fragili. In questo senso, la proposta è quella di un Comune con un ruolo più attivo e negoziale nei confronti del gestore, superando una funzione meramente autorizzativa.
Sul ciclo dei rifiuti, Fiammetta riconosce i risultati raggiunti in termini di raccolta differenziata, attribuendone il merito principalmente ai cittadini. Tuttavia, evidenzia criticità persistenti nella gestione complessiva del servizio: inefficienze operative, carenze nei controlli e una scarsa attenzione alle periferie e al decoro urbano. “Un servizio pubblico – osserva – deve garantire continuità e qualità per tutto l’anno”.
Particolarmente articolata la riflessione sulla Sanità. Fiammetta contesta la narrazione secondo cui il sindaco avrebbe margini limitati di intervento: “Il sindaco è autorità sanitaria e può incidere concretamente”. Richiama episodi specifici per evidenziare criticità organizzative e sottolinea la necessità di un sistema più efficiente e orientato all’utenza. In prospettiva, propone un modello basato sulla specializzazione delle strutture, ritenuto fondamentale per contrastare la migrazione sanitaria e ottimizzare le risorse disponibili. Centrale anche il tema dell’assistenza agli anziani e alle famiglie, in un territorio caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione.
Sul fronte dello spopolamento, la proposta si muove lungo l’asse formazione-territorio. Fiammetta individua in agricoltura e turismo due settori strategici sui quali costruire nuove opportunità occupazionali, anche attraverso un ripensamento dell’offerta universitaria. L’obiettivo dichiarato è trasformare la “restanza” in una scelta sostenibile, ancorata a prospettive concrete di lavoro.
Il declino commerciale del centro storico viene letto come una conseguenza prevedibile dell’apertura dell’outlet, ma anche come il risultato della mancata adozione di misure compensative. Da qui l’idea di un ruolo più attivo dell’amministrazione nella programmazione economica e nella valorizzazione del patrimonio urbano, attraverso eventi, partnership e strumenti di sostegno mirati alle attività locali.
Anche sul tema del randagismo, che incide in modo significativo sul bilancio comunale, Fiammetta propone un approccio più razionale alla spesa, accompagnato da politiche di prevenzione e promozione delle adozioni. Più in generale, il candidato insiste sulla necessità di una gestione più efficiente delle risorse pubbliche, orientata ai bisogni reali della comunità.
In materia di mobilità, la proposta punta su un sistema integrato tra Enna alta e Enna bassa, con parcheggi di interscambio e un servizio di trasporto frequente, in grado di migliorare l’accessibilità del centro storico senza penalizzare residenti e attività economiche.
In chiusura, Fiammetta ribadisce il senso politico della sua candidatura: “Non si tratta di votare una persona, ma un’idea di città”. Invita quindi i cittadini a scegliere il percorso proposto dal suo movimento, sottolineando la necessità di un voto libero, svincolato da vecchie logiche e da meccanismi di appartenenza che, a suo avviso, hanno frenato lo sviluppo del territorio. “Vinceremo o perderemo con onore – conclude – ma con dignità e coraggio”.
Manuela Acqua



