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Processo per falsa testimonianza, Gisana e Murgano a giudizio: il Tribunale di Enna ammette Antonio Messina come unica parte civile

Si è conclusa l’udienza predibattimentale davanti al Tribunale di Enna nel procedimento penale che vede imputati il vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, e don Vincenzo Murgano, accusati di falsa testimonianza. Al termine dell’udienza, il giudice Eugenia Maria Floresta ha disposto l’ammissione di Antonio Messina come unica parte civile nel processo.

Secondo quanto emerso in aula, il giudice ha ritenuto che Messina sia l’unico soggetto che, in base alle contestazioni formulate, potrebbe aver subito un danno diretto in relazione alle dichiarazioni rese dai due prelati nel corso di precedenti procedimenti giudiziari. Non sono state invece ammesse come parti civili altre istanze presentate, tra cui quelle dei genitori di Messina e di alcune associazioni, tra cui Cotulevi e Rete L’Abuso.

La decisione del Tribunale chiarisce dunque il perimetro soggettivo del processo, che proseguirà con la presenza della sola parte civile rappresentata da Messina.

Un elemento che viene segnalato dallo stesso Messina riguarda la mancata costituzione dello Stato come parte civile. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, e quindi il Ministero della Giustizia, non hanno infatti autorizzato l’Avvocatura dello Stato a intervenire nel procedimento. Secondo una lettura giuridica più volte richiamata in dottrina, nei reati di falsa testimonianza la persona offesa è lo Stato, in quanto viene leso il corretto funzionamento dell’amministrazione della giustizia.

“Questo aspetto – osserva Messina – è rilevante, perché riguarda il ruolo delle istituzioni nella tutela della verità processuale. Resta comunque il fatto che io sono parte del processo e che il giudizio andrà avanti”.

Nel corso dell’udienza è stato inoltre reso noto che sia Gisana sia Murgano hanno presentato richiesta di accesso al rito abbreviato, richiesta che è stata ammessa dal giudice. Il procedimento, pertanto, proseguirà secondo questa modalità, che prevede la decisione sulla base degli atti già acquisiti.

La prossima udienza è stata fissata per il 12 marzo, data nella quale è prevista la discussione delle parti. In quella sede interverranno i difensori della parte civile e degli imputati, prima che il giudice si riservi la decisione.

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