Cronaca

Traffico di anabolizzanti, scoperto a Enna un giro internazionale: 12 arresti

Un vasto giro illecito di sostanze dopanti è stato scoperto dai carabinieri e dalla Procura di Enna e riguarda varie province d’Italia. Tra gli arrestati anche due fratelli di Nissoria, Filippo e Andrea Sauro. È proprio da Enna che l’inchiesta è partita, aperta dal compianto sostituto procuratore Giovanni Romano, poi dai sostituti Francesco Lo Gerfo e Stefania Leonte, sotto il coordinamento del procuratore Massimo Palmeri.

I carabinieri hanno scoperto un laboratorio nella provincia di Salerno all’interno del quale venivano prodotte e assemblate sostanze dopanti di tutti i tipi ed è stata trovata anche una piccola serra, una piantagione di marijuana.

“E’ un risultato raro – dichiara Andrea Zapparoli,comandante del reparto operativo dei carabinieri Tutela alla salute – perché queste sostanze vengono acquistate per lo più online e vengono importate soprattutto dall’estero e quindi, l’aver trovato in Italia un laboratorio di questo tipo, clandestino ovviamente, è un risultato investigativo di grande rilievo”.

È stato proprio il procuratore Palmeri a ricordare la figura del sostituto Romano, che due anni fa ha iniziato a indagare sul caso e che pochi giorni fa ha perso la vita, vittima di un incidente stradale lungo l’autostrada Palermo-Catania. Assieme a lui, in conferenza stampa, erano presenti il colonnello Saverio Lombardi, comandante provinciale dei carabinieri di Enna e il colonnello Andrea Zapparoli del Nas.

L’indagine è partita dal monitoraggio dei social network e dei siti web (piattaforme di e-commerce) utilizzati anche per la vendita on line di sostanze anabolizzanti e stupefacenti, ha consentito di individuare una fitta rete di soggetti dediti alla distribuzione sul territorio nazionale di tali sostanze.

Diversi i centri di smistamento individuati dagli inquirenti, tra cui Nissoria, poi Salerno, Lecce e Modena. Dal piccolo centro si organizzava la trattativa, si effettuava il pagamento e poi la spedizione avveniva da altro luogo con identità false.

Solo grazie alla capillare indagine si è riusciti ad individuare il giro complessivo. Le sostanze illecite venivano ordinate dall’est. Arrivavano in Italia con normalissimi pacchi attraverso i corrieri e poi da qui venivano raffinate in questo laboratorio e poi vendute. Si tratta di farmaci clandestini giuridicamente considerati come sostanza stupefacente.

L’analisi dei flussi finanziari avrebbe consentito, inoltre, di tracciare transazioni internazionali verso la Bulgaria, la Slovacchia, la Polonia, la Romania e la Serbia, e di attivare i canali di cooperazione Internazionale, ottenendo risultati estremamente positivi in termini di individuazione di soggetti e aziende, noti agli organi di polizia collaterali, ed attivi nel traffico di anabolizzanti.

Il volume d’affari ipotizzato è di circa un milione di euro in tutto.

Le accuse, contestate a vario titolo agli indagati nell’ordinanza del gip Luisa Maria Bruno, sono utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, traffico e detenzione di stupefacenti, e riguardano 12 persone. Undici i nomi comunicati dai carabinieri. Sono i nissorini Andrea e Filippo Sauro, rispettivamente di 26 e 40 anni, Stefano Nunziato, 33 anni di Melissano (Lecce), Daniele Morello, 32 anni, di Alezio (Lecce), Alessia Esposito, 29 anni, di Gallipoli (Lecce),  i modenesi Andrea Roca di 37 anni, Erio Cadeggianini di 58, Rocco Pittelli di Soverato 31 anni e l’astigiano Massimo Margiotta di 38 anni.

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